Psicolife - psicologia e psicoterapia a Firenze

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mercoledì, novembre 10, 2010

Cosa accade in Ipnosi

Prima di illustrare che cosa accade nello stato alterato di coscienza chiamato trance profonda, esaminiamo esempi di casi di trance naturalistica, ossia spontanea e quotidiana, che viviamo (senza averlo mai saputo) ogni 90-120
minuti.

Un esempio di trance quotidiana è quello che viviamo quando:
  • leggiamo un libro
  • guidamo
  • guardiamo un film
  • viviamo momenti di emergenza (piccoli shock)
  • disegnamo o scriviamo in modo automatico (es. mentre stiamo al telefono)
  • siamo assorti in un ricordo o in un pensiero
  • ci prendiamo una pausa fissando un punto o fantasticando
Durante questi stati di trance quiotidiana accadono delle modificazioni psicofisiche evidenti ad un occhio allenato, tra le più evidenti si possono osservare:
  • passaggio al predominio del parasimpatico
  • modificazioni del comportamento oculare
  • modificazioni del comportamento  motorio
  • alterazioni uditive, visive e tattili
  • modificazioni cognitive
  • modificazioni affettive
  • modificazioni del comportamento sociale
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    lunedì, ottobre 25, 2010

    Cosa è l'ipnosi ?

    Al di là di quello che sono le credenze comuni e quello che il cinema, la tv e le storie hanno finito con il creare sull'ipnosi, il processo ipnotico non presenta niente di magico, soprannaturale o miracoloso.
    In realtà, si tratta di un fenomeno frequente che ognuno di noi sperimenta (senza averne consapevolezza o dando a esso un nome diverso), nel suo vivere quotidiano e, in particolare, nelle proprie interazioni con gli altri o nei momenti in cui l'accellerazione del nostro vivere frenetico rallenta lasciandoci soli con i nostri pensieri ed emozioni.
    ... tratto da www.psicolife.com

    martedì, giugno 01, 2010

    KATE MOSS, INCINTA GRAZIE ALL'IPNOSI

    La modella in guerra con i suoi vizi

    Kate Moss vuole rimanere incinta. La top model e il compagno, Jamie Hince, chitarrista dei The Kills, desiderano metter su famiglia insieme. Ma, a quanto pare, la bella star delle passerelle fuma e beve troppo tanto da dover ricorrere all'ipnosi per riuscire a smettere.

    Un amico della coppia ha raccontato al Sun: "Kate fuma e beve troppo. Così ora sta andando in terapia per poter smettere". La Moss infatti è consapevole che prima di rimanere di nuovo incinta, è già mamma di Lila di sette anni nata dalla relazione con Jefferson Hack, deve assolutamente abbandonare le cattive abitudini. Pare che l'ipnosi stia già dando dei risultati: "Kate è davvero felice delle sedute, ha già iniziato a sentirne i benefici". Tanti auguri!

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    mercoledì, aprile 22, 2009

    Mal di testa, dolori reumatici e stress, ecco una cura senza farmaci Ipnosi per soffrire meno C'è anche chi sbaglia e si ustiona i piedi

    tratto dal: il Tirreno

    PISTOIA - Mal di testa, dolori reumatici, ma anche mal di denti. Piuttosto che imbottirsi di cachet è spesso molto più efficace un intervento di autoipnosi. Questi malesseri trovano infatti sollievo grazie all'ipnosi, mediante la quale si alleviano anche le situazioni di stress ed ansia. La riduzione del dolore è un effetto che hanno positivamente sperimentato i partecipanti ai corsi di autoipnosi tenuti in città dallo psicologo e psicoterapeuta Massimo Fochi e dal dottor Francesco Natali.
    L'occasione per parlare delle proprie esperienze e dell'avvicinamento alla tecnica ipnotica è stata la riunione pubblica che si è tenuta nei giorni scorsi e che fa parte del calendario delle riunioni che i due professionisti tengono per diffondere la conoscenza della pratica ipnotica e contrastare quel triste fenomeno che è invece l'ipnosi da spettacolo. Antonello racconta che è stata sua moglie ad aver deciso di avvicinarsi all'ipnosi, ma poi si è tirata indietro ed invece proprio lui, scettico di ferro, ha consentito di essere ipnotizzato e poi di imparare a farlo da solo.

    «Grazie all'autoipnosi riesco a combattere efficacemente il mal di testa e poi vi ricorro per concentrarmi quando devo sostenere qualche gara di bersaglio con le freccette, il mio sport preferito». Il dottor Fochi commenta come proprio le persone più scettiche si rivelino spesso le più capaci di raggiungere stati di trance profondo, come avviene nel caso di Antonello, il quale si è sottoposto volontariamente ad una dimostrazione anche nel corso dell'incontro di alcune sere fa. Addirittura Antonello, negli stati più profondi, parla in irlandese, una lingua a lui conosciuta solo in parte in stato vigile. Risultati invidiabili li ha raggiunti anche Marcella, avvicinata all'ipnosi per alleviare alcuni suoi dolori ricorrenti. La giovane donna ha raccontato nel corso dell'incontro la sua esperienza, che lei stessa definisce «un evento».

    «Prima ero timidissima - dice - e non avrei mai preso la parola davanti a più persone, poi, grazie al rilassamento che ho trovato con l'ipnosi sono riuscita a risolvere questo mio problema. La prova più importante è stata però quando mi sono dovuta sottoporre ad un'isteroscopia con prelievo per biopsia, in una clinica fiorentina.

    Questi esami sono pittosto dolorosi ma io, grazie al sostegno del dottor Fochi, ho deciso di sottopormici in stato ipnotico. I medici erano stupiti della mia serenità mentre effettuavano l'esame e solo sul finire ho detto loro qual era il mio segreto. E andato tutto bene e non ho avvertito alcun dolore». «L'ipnosi può lenire molti dolori - conferma il dottor Fochi - ed anche permettere di intervenire terapeuticamente per sbloccare situazioni di sofferenza psicologica, quali attacchi di panico o fobie. E però come una bicicletta che deve essere usata con cognizione, altrimenti può rivelarsi negativa.

    Un esempio di questo tipo riguarda l'ipnosi da spettacolo, quella che ci viene propinata con cialtroneria da trasmissioni televisive nel corso delle quali un soggetto viene portato in una situazione alterata solo per creare clamore, davanti a tanta gente ed addirittura alle telecamere. Un altro esempio di uso negativo dell'ipnosi può essere quello di coloro che ripetutamente intervengono per bloccare malesseri ricorrenti.

    Il dolore è spesso il segnale che qualcosa non va nel nostro organismo ed il fatto di poter evitare la sofferenza può far desistere dal rivolgersi ad un medico anche quando invece questo sarebbe necessario». Di uso distorto dell'ipnosi, anzi dell'autoipnosi ne sa qualcosa Fabrizio, anch'egli partecipante al corso sull'autoipnosi. «Una sera sono rientrato a casa molto stanco - racconta - e per trovare sollievo avevo deciso di fare un pediluvio.

    Davanti alla bacinella dell'acqua ho scoperto che questa era troppo calda, ma ormai mi ero seduto e non volevo alzarmi di nuovo. Allora mi sono concentrato per abbassare la sensibilità ai piedi ed ho fatto serenamente il pediluvio. Solo dopo ho scoperto che i miei piedi si erano così arrossati che per tre giorni ho faticato a mettere la scarpe»

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    domenica, ottobre 05, 2008

    Eva Mendes: l'ipnosi contro i ragni

    L'attrice confessa la sua più grande paura

    Eva Mendes è una delle attrici più belle e sensuali del momento. La star del cinema internazionale ha confessato di aver sofferto di aracnofobia: era terrorizzata dai ragni. Problema che sembra essere riuscita a superare grazie all'ipnosi.

    "I ragni - ha spiegato la Mendes - mi spaventavano da quando ero piccola. Se mi capitava di vederne uno, avevo una vera e propria reazione fisica. Soffrivo di aracnofobia. Ero così fino ad un anno fa. Se c'era un ragno, cercavo qualcuno che lo uccidesse. Non riuscivo neanche a parlare, mi tranquillizzavo solo quando era morto".
    Se poi un bel ragnetto gironzolava nella sua camera da letto, allora Eva trascorreva la notte insonne. Ma ora sembra tutto passato perchè, come ha confessato la stessa attrice, è ricorsa all'ipnosi: "Non mi facevano oscillare un orologio davanti alla faccia o cose simili. Non so di preciso cosa mi abbiano fatto ma ha funzionato, ora vedrò un ragno e non perderò la calma".

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    martedì, febbraio 12, 2008

    Anestesia e Analgesia: Sull'Agenda della Salute

    Copertina Agenda Della SalutePsicolife sull'Agenda della Salute

    Questo mese sull'Agenda della Salute trovate un articolo del Dr. Massimiliano Zisa sull'argomento Psiconcologia.

    L'articolo riassume in breve l'apporto della psicologia sia nel sostegno alle famiglie, nel paziente oncologico e nella gestione del dolore oncologico con tecniche ipnotiche.

    Potete trovare l'articolo direttamente nella sezione del sito Psicolife.com alla voce Informazione Scientifica : Articoli

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    lunedì, dicembre 11, 2006

    Training autogeno contro il dolore

    Modulazione del dolore con Ipnosi e Training autogeno
    Pensare positivo funziona davvero… non solo come filosofia di vita, ma anche come antidolorifico.
    È stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, uno studio che mostra che l’aspettativa del dolore gioca un ruolo fondamentale nella percezione del dolore stesso o meglio che se ci si aspetta un dolore poco intenso, tale sarà il dolore effettivamente percepito.

    La ricerca è stata condotta dal dottor Robert Coghill e dai ricercatori della Wake Forest University (North Carolina, USA) su 10 volontari in perfetta salute a cui è stato applicato un simulatore di calore alle gambe. Per mappare l’attività cerebrale conseguente agli stimoli si è utilizzata una risonanza magnetica funzionale. Prima dello stimolo doloroso e della registrazione delle immagini dal cervello i volontari venivano avvertiti dell’intensità del dolore che dovevano aspettarsi: forte, moderata o lieve. In realtà, però, spesso i ricercatori baravano, dicendo ai partecipanti che avrebbero provato un dolore lieve mentre in realtà li aspettava un dolore forte.

    Tutti e dieci i partecipanti, in questi casi, hanno riportato un dolore minore perché si aspettavano appunto un dolore di lieve intensità. La riduzione della percezione del dolore è stata circa del 28 per cento, comparabile all’effetto di una dose di morfina. Contemporaneamente l’attività cerebrale delle aree interessate alla percezione e all’elaborazione del dolore, cioè la corteccia somatosensoriale primaria, la corteccia insulare e la corteccia cingolata anteriore, è diminuita sensibilmente.

    Nonostante lo studio sia stato condotto su scala ridotta, questi risultati potrebbero spiegare l’efficacia delle terapie psicologiche nel contrastare le patologie caratterizzate da dolori cronici, e fornire gli strumenti per aiutare le persone a controllare meglio il dolore senza dover ricorrere continuamente ad analgesici accompagnati da sgradevoli effetti collaterali. “Il dolore non è solo il risultato di un segnale proveniente da una regione ferita del corpo e deve essere contrastato con qualcosa di più che con una pillola. Il cervello può efficacemente regolare il dolore ed è necessario imparare a sfruttare questo potere”, conclude Robert Coghill.

    Fonte: Coghill R et al. The subjective experience of pain: where expectations become reality. PNAS 2005;102 no. 36, doi_10.1073_pnas.0408576102

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    venerdì, ottobre 20, 2006

    Tosse nervosa

    Guarire con l'ipnosi

    A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
    24/03/2004

    L’ipnosi può essere una terapia efficace e priva di rischi per la tosse senza base organica; lo mostra uno studio effettuato negli Stati Uniti, del quale si parla sul Journal of Pediatric.

    La tosse può anche essere originata da semplice abitudine. Si tratta di un vero e proprio “tic”, che colpisce bambini e adolescenti e inizia in seguito a una banale infezione delle vie respiratorie. Cessata la malattia però la tosse continua anche senza avere basi organiche, e il continuo tossire di per sé provoca uno stato di costante irritazione delle mucose che induce a tossire di nuovo. Il disturbo si esacerba spesso durante le ore di scuola e le competizioni sportive, mentre tende ad attenuarsi se il bambino viene distratto e scompare durante il sonno.

    In questo studio, i ricercatori hanno selezionato 51 bambini e adolescenti che soffrivano di questo disturbo da un periodo variabile fra le due settimane e i 7 anni. I ragazzi sono stati istruiti ad utilizzare l’autoipnosi per ignorare la sensazione che innescava la tosse, con tecniche immaginative come respirare un’aria gradevole e colorata, visualizzare nel proprio corpo un interruttore che “spegne” la tosse, e simili. La tecnica ha avuto successo nel 90 per cento dei casi, e nel 78 per cento già dalla seduta di apprendimento del metodo. È interessante sapere che i ragazzi hanno poi applicato l’autoipnosi anche in altre circostanze impegnative della loro vita quotidiana, come a scuola e nello sport.

    Gli autori raccomandano l’uso delle tecniche di autoipnosi come un modo sicuro ed efficace di rompere il circolo vizioso dell’abitudine di tossire, problema che spesso, non essendo pienamente compreso o curato, porta ad assenze ripetute da scuola e a diagnosi errate.

    Bibliografia. Anbar RD, Hall HR. Childhood habit cough treated with self-hypnosis. J Pediatr 2004;144(2):213-17.


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