Psicolife - psicologia e psicoterapia a Firenze

Visualizzazione post con etichetta rilassamento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rilassamento. Mostra tutti i post

lunedì, ottobre 25, 2010

Cosa è l'ipnosi ?

Al di là di quello che sono le credenze comuni e quello che il cinema, la tv e le storie hanno finito con il creare sull'ipnosi, il processo ipnotico non presenta niente di magico, soprannaturale o miracoloso.
In realtà, si tratta di un fenomeno frequente che ognuno di noi sperimenta (senza averne consapevolezza o dando a esso un nome diverso), nel suo vivere quotidiano e, in particolare, nelle proprie interazioni con gli altri o nei momenti in cui l'accellerazione del nostro vivere frenetico rallenta lasciandoci soli con i nostri pensieri ed emozioni.
... tratto da www.psicolife.com

martedì, luglio 13, 2010

Social ipnosi



In seimila per la "Social ipnosi"
"Truffa". "No, mi ha rilassato"




Un audio mp3 da ascoltare. Molti i delusi, qualcuno si è
addormentato, altri hanno detto di essere caduti in trance

QUALCUNO è caduto in trance, altri si sono semplicemente addormentati e altri ancora si sono considerati truffati dal "Giucas Casella del web". Qualunque sia stata la vostra reazione al primo esperimento di ipnosi di massa online - sempre che ne abbiate preso parte - certo è che lo show messo in rete ieri notte da Chris Hughes , ipnotizzatore e ipnoterapeuta inglese diplomato all'Omni Hypnosis Training Centre in Florida, è stato uno dei più seguiti globalmente negli ultimi tempi. Un evento mediatico a tutti gli effetti, accessibile via web dagli utenti di Twitter e Facebook. Una social ipnosi, insomma, che ha tenuto connessi per oltre due ore migliaia di utenti da 85 paesi del mondo. E anche molti italiani, noi compresi.


L'appuntamento, dato già da settimane attraverso il sito Social Trance, era per le 20 e 30 inglesi del 4 gennaio con convocazione prevista 15 minuti prima attraverso una mail ricevuta nella casella di posta lasciata al momento dell'iscrizione. Ma l'evento, nonostante l'ottima visibilità data prima dalla stampa inglese e poi da quella mondiale, non è andato come previsto. A un'ora dal via il sito che avrebbe dovuto trasmettere il live audio dell'ipnosi è andato giù a causa delle troppe connessioni simultanee. Colpevoli forse i 10 mila iscritti e i centinaia di curiosi che si sono dati appuntamento per seguire la sessione. Così, nell'attesa, agli utenti non è rimasto altro che confrontarsi sui social network. Il topic socialtrance è stato tra i più popolari su Twitter e il gruppo su Facebook ha raggiunto in poche ore i 10mila iscritti e oltre 500 discussione aperte.


A soli dieci minuti dall'orario di inizio della trance di massa sono gli utenti, ancor prima del tweet di Chris Hughes, a comunicare il nuovo sito che ospiterà l'evento. Puntuale parte l'audio che trasmette per circa venti minuti una musica new age e puntuali arrivano i commenti degli utenti. Sarà l'attesa, sarà la musica, definita da alcuni subliminale, ma l'ascolto inizia a dare i primi frutti. "Mi sento rilassata", scrive Laura da Londra mentre dall'Argentina c'è chi invece inizia a spazientirsi.


A calmare gli animi degli aspiranti ipnotizzati è Chris che comunica via Twitter l'imminente inizio e così, tardivamente e soave, arriva la voce del terapeuta inglese che in marcato accento britannico introduce gli ascoltatori alla materia. "L'ipnosi aiuta ad entrare in contatto con il subconscio - spiega subito - e a riuscire negli obiettivi della vita".


Prima però ci sono da sfatare alcuni miti: "L'ipnosi non fa dormire ma rilassa lasciando la mente cosciente - continua Chris - io non ho poteri speciali ma il successo dipende dalla vostra capacità di lasciarvi andare. Ma soprattutto - conclude - nessuno rimane in stato di ipnosi".


Tre i segreti della perfetta riuscita: concentrazione, flessibilità mentale e buona immaginazione. Giusto il tempo di rispondere ad alcune domande arrivate in tempo reale, anche dall'Italia, e Chris saluta gli ascoltatori: per motivi legati alla legge inglese l'ipnosi non potrà andare in diretta ma chi lo vorrà potrà scaricare l'audio in mp3 da un link 2 che tempestivamente appare sul sito. Immediata la risposta dei centinaia di utenti tenuti in sospeso dalla tranquilla voce di Hughes.


Truffa, la più grande del nuovo anno, è il termine più utilizzato su Twitter e su Facebook c'è anche chi, a commento del tempo perso nell'ascolto, spende anche parole un po' più forti. Ma Chris è un professionista nel calmare gli animi e si scusa pubblicamente su Twitter spiegando che la delusione è grande soprattutto per lui.


I più motivati non si danno per vinti e procedono all'ascolto dell'audio. Venti minuti di viaggio mentale che conduce fino all'ipnosi. Si inizia stendendosi a terra e chiudendo gli occhi, poi tocca alla mente portare i muscoli in totale rilassamento e lasciarsi andare come guida la voce, sempre più soave, di Chris. La vera ipnosi inizia con la visualizzazione di una scala di dieci gradini, il terapista conterà da uno a dieci e una volta raggiunto l'ultimo il web paziente sarà in pieno possesso della sua volontà e della sua vita e potrà decidere, a subconscio aperto, di dare una svolta. Ognuno scelga cosa vuole cambiare: smettere di fumare, di bere, di mangiare cibi nocivi o di uscire da una brutta situazione. Ciò che importa è che quando Hughes conterà da uno a cinque gli occhi torneranno ad aprirsi. Fine delle trasmissione.


L'evento continua in diretta sui social network. Come è andata? Su Facebook c'è chi apre un sondaggio: ipnotizzati o no? In oltre 200 hanno risposto e il trend è positivo anche se più che di trance gli utenti parlano di profondo rilassamento. Ma no per tutti. Nigel Lewis, che di professione fa l'ipnoterapeuta, si dichiara truffato dall'esperimento: "Il web è pieno di audio mp3 che inducono all'ipnosi ma qui più di 8mila persone sono state ingannate per circa un'ora. Chris avrebbe dovuto assicurarsi prima della possibilità legali di trasmettere l'ipnosi e spero solo che questa non sia l'ennesima forma di marketing online".


Doveva entrare nel Guinness dei primati come la più grande ipnosi di massa proprio nella giornata mondiale dell'ipnosi ma è stato soprattutto un'esperienza di condivisione online.


P.S.
La nostra esperienza. La fase iniziale dell'esperimento, quella che prevedeva l'ascolto della musica, ha prodotto un piacevole effetto di rilassamento che, prolungato oltre i dieci minuti, si è trasformato in intontimento. La parte introduttiva, quella sull'ipnosi, ha contribuito alla preparazione e ha chiarito alcuni aspetti oscuri permettendo di prestarsi all'esperimento con maggiore serenità. L'ultima fase, quella di vera ipnosi, ha prodotto un iniziale scetticismo e difficoltà al rilassamento che, dopo i primi dieci minuti, si è però trasformato in uno stato di dormiveglia. Difficile però definirlo ipnosi: più probabilmente semplice sonno. I venti minuti di sessione non hanno quindi generato un effetto di trance ma, a fine esperimento, è rimasto particolarmente impresso nella memoria il concetto di essere padroni della propria vita. Questo sì.

Articolo di: BENEDETTA PERILLI

Tratto da: Repubblica.it

Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze, Roma, Milano, Cagliari, Vicenza, Teramo, Macerata, Capua, Palermo, Trento

mercoledì, febbraio 17, 2010

Arriva l'ipnosi per un parto indolore


Diversi studiosi e ricercatori hanno spiegato che si tratta dell'induzione di un particolare stato mentale, uno stato di coscienza alterata che fa da ponte fra il momento in cui si è perfettamente svegli e lo stato di non coscienza quando si dorme. Bisogna disattivare la parte conscia del cervello, impedendo al principio di realtà di operare, consentendo così alle parole dell'ipnotista di attraversare il corpo e di suscitare immagini ed emozioni.

È dimostrato, che l'impiego dell'ipnosi nel campo ostetrico ha più volte evidenziato grande utilità ed efficacia nella facilitazione di tutte le fasi del travaglio.

L'ipnosi, produce l'attenuazione dei dolori del parto attraverso due meccanismi fondamentali: è capace di indurre uno stato psicofisico che permette da solo di controllare il complesso dolore-paura e induce una dissociazione percettiva.

Va comunque ricordato che l'ipnosi non è tuttavia una tecnica sempre applicabile. Studi recenti indicano che circa il 70% dei soggetti può essere ipnotizzato. Tale percentuale aumenta fino al 90-95% nelle donne incinte che risultano più ipnotizzabili per l'aspettativa ansiosa che spesso le domina e le spinge a cercare aiuto.

www.psicolife.com

Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze e Roma e Milano


martedì, gennaio 30, 2007

Ipnosi e agopuntura per alleviare il dolore da parto

New York
L'ipnosi e l'agopuntura sono due metodi promettenti per trattare e alleviare il dolore durante il travaglio e il parto, ma sono necessarie ulteriori ricerche per capire se queste due strategie, come altre terapie complementari (massaggio, rilassamento, aromaterapia, acupressione e rumore bianco) possano veramente essere d'aiuto per le partorienti.
E' quanto emerge da un nuovo studio, che ha passato in rassegna la maggior parte dei dati scientifici esistenti sulle terapie complementari e alternative per il controllo del dolore nel travaglio, ed e' stato pubblicato sulla rivista The Cochrane Library della Cochrane Collaboration, un'organizzazione che valuta le ricerche e giunge a conclusioni basate su prove riguardo alle metodologie della medicina considerando sia i contenuti che la qualita' degli studi esistenti. 'Il dolore del travaglio puo' essere intenso, e la tensione, l'ansia e la paura possono peggiorarlo', scrivono Caroline Smith della University of Adelaide, Australia, e i suoi colleghi. Molte donne vogliono partorire senza prendere farmaci e spesso si rivolgono alla medicina complementare e alternativa per avere un aiuto. La Smith e tre assistenti hanno passato al vaglio i dati di 14 studi che hanno coinvolto 1.448 donne che hanno usato diversi strumenti per gestire il dolore durante il parto. I dati dei tre test sull'agopuntura (496 donne) hanno mostrato una riduzione del 30 per cento della necessita' di farmaci contro il dolore nonche' un minore ricorso alla puntura epidurale e a farmaci come l'ossitocina, che stimola il travaglio. Anche le donne a cui era stata insegnata l'auto-ipnosi in cinque studi sull'ipnosi (729 donne) avevano molte meno probabilita' di ricorrere a farmaci contro il dolore e all'epidurale durante il travaglio. Queste donne si sono dichiarate notevolmente piu' soddisfatte del loro metodo di controllo del dolore rispetto alle donne del gruppo di controllo. Tra gli altri 'vantaggi promettenti' dell'ipnosi ci sono un accresciuto tasso di parti naturali e una diminuzione della necessita' di ricorrere all'ossitocina, fanno notare gli autori della ricerca. L'ipnosi potrebbe essere usata da sola per alleviare il dolore o in aggiunta ad altre terapie per esaltare l'effetto degli analgesici. La Smith e i suoi colleghi chiedono nuovi piu' vasti studi sull'ipnosi e l'agopuntura come sistemi per il controllo del dolore del parto. Al momento, dice il team australiano, non ci sono prove sufficienti sull'efficacia dell'acupressione, dell'aromaterapia, della terapia della musica, del massaggio, del rilassamento e del rumore bianco per il controllo del dolore del travaglio. I ricercatori concludono: 'Agopuntura e ipnosi potrebbero essere utili per il controllo del dolore durante il parto; tuttavia, il numero di donne analizzate finora negli studi e' piccolo. Poche altre terapie complementari sono state oggetto di approfonditi studi scientifici'.

www.psicolife.com
Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze

venerdì, ottobre 20, 2006

Tosse nervosa

Guarire con l'ipnosi

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
24/03/2004

L’ipnosi può essere una terapia efficace e priva di rischi per la tosse senza base organica; lo mostra uno studio effettuato negli Stati Uniti, del quale si parla sul Journal of Pediatric.

La tosse può anche essere originata da semplice abitudine. Si tratta di un vero e proprio “tic”, che colpisce bambini e adolescenti e inizia in seguito a una banale infezione delle vie respiratorie. Cessata la malattia però la tosse continua anche senza avere basi organiche, e il continuo tossire di per sé provoca uno stato di costante irritazione delle mucose che induce a tossire di nuovo. Il disturbo si esacerba spesso durante le ore di scuola e le competizioni sportive, mentre tende ad attenuarsi se il bambino viene distratto e scompare durante il sonno.

In questo studio, i ricercatori hanno selezionato 51 bambini e adolescenti che soffrivano di questo disturbo da un periodo variabile fra le due settimane e i 7 anni. I ragazzi sono stati istruiti ad utilizzare l’autoipnosi per ignorare la sensazione che innescava la tosse, con tecniche immaginative come respirare un’aria gradevole e colorata, visualizzare nel proprio corpo un interruttore che “spegne” la tosse, e simili. La tecnica ha avuto successo nel 90 per cento dei casi, e nel 78 per cento già dalla seduta di apprendimento del metodo. È interessante sapere che i ragazzi hanno poi applicato l’autoipnosi anche in altre circostanze impegnative della loro vita quotidiana, come a scuola e nello sport.

Gli autori raccomandano l’uso delle tecniche di autoipnosi come un modo sicuro ed efficace di rompere il circolo vizioso dell’abitudine di tossire, problema che spesso, non essendo pienamente compreso o curato, porta ad assenze ripetute da scuola e a diagnosi errate.

Bibliografia. Anbar RD, Hall HR. Childhood habit cough treated with self-hypnosis. J Pediatr 2004;144(2):213-17.


www.psicolife.com     Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze

lunedì, ottobre 09, 2006

Analgesia non farmacologica

Analgesia pre/post parto

Due revisioni sistematiche hanno valutato diversi tipi di intervento: l’agopuntura, l’ipnosi, l’audio analgesia, l’aromaterapia e la musica [1].
L'analisi e l'interpretazione dei risultati risulta difficoltosa per molti di questi interventi, dato l’esiguo numero di donne reclutate negli studi.

Riportermo qui solo i dati relativi all'ipnosi terapia
1. AGOPUNTURA

Uno studio controllato randomizzato (randomized controlled trial, RCT) ha coinvolto 100 donne allocate al trattamento con agopuntura (praticata da ostetriche che avevano seguito un corso di formazione specifico) o alle cure abituali. Non sono state evidenziate differenze nell'esito principale, la soddisfazione materna, e negli esiti secondari, vale a dire durata del travaglio, ricorso alla somministrazione di ossitocina e modalità del parto. E' stata invece rilevata nel gruppo dell'agopuntura:
- riduzione del ricorso all'analgesia farmacologica (in particolare l’epidurale) NNT 3 (2-7) [1]
Un RCT [4] condotto successivamente ha confermato l’efficacia dell’intervento nel ridurre il dolore e il ricorso all’analgesia epidurale (con una conseguente riduzione della durata del parto).
L’esistenza di diverse modalità di agopuntura (tradizionale cinese, auricolare, elettro-agopuntura), comporta la necessità di una valutazione delle diverse tecniche utilizzate (punti utilizzati, durata, profondità, tipo di stimolazione).

2. IPNOSI

Una revisione sistematica [1], comprendente 3 RCT (complessivamente 189 donne) che prevedevano diverse modalità di auto ipnosi nell’ultimo trimestre di gravidanza, dimostra la efficacia dell’ipnosi nel ridurre il dolore nel corso del travaglio, rilevando: - incremento della soddisfazione materna: rischio relativo (RR) 2.33, intervallo di confidenza al 95% (IC) 1.15-4.71
- minor ricorso a analgesia farmacologica (RR 0.54, IC 0.23-1.23)
- maggior tasso di parti vaginali spontanei (RR 1.38, IC 1.10-1.74)
- minor ricorso a parto pilotato con ossitocina (RR 0.31, IC 0.18-0.52)
- assenza di segnalazione di effetti collaterali

Le dimensioni ridotte degli studi implicano che i risultati non sempre raggiungano la significatività statistica.

Una seconda revisione sistematica che prende in esame oltre a cinque RCT anche 14 studi non randomizzati, coinvolgendo complessivamente 8395 donne, ha dimostrato un minor ricorso all'analgesia farmacologica o al parto pilotato con ossitocina e un maggior numero di parti spontanei nelle donne sottoposte ad ipnosi rispetto ai controlli [15]. Una più precisa definzione del rapporto rischio/beneficio dell'ipnosi nel travaglio richiede ulteriori studi.

www.psicolife.com Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze

lunedì, agosto 28, 2006

Parto e Ipnosi

Ultima parte

L'autoipnosi suggerita e sostenuta continuatamene mobilita il soggetto verso una continua ricerca interiore e verso quella autoesplorazione cara a Milton Erickson. Grazie all'autoipnosi diventa possibile l'acquisizione di livelli elevati di abilità in una integrazione mente-corpo.

Naturalmente l'autoipnosi svincolata completamente da una relazione terapeutica non è assolutamente appropriata nel caso di problematiche psicologiche gravi. Wilbacher (comunicazione personale, 2002) consiglia l'uso dell'autoipnosi come forma di terapia di mantenimento durante e in seguito a una terapia ipnotica breve. Crasilneck (1975) suggerisce ai pazienti di attenersi nella propria pratica autoipnotica a insiemi di suggestioni legati strettamente al lavoro terapeutico in corso. Nella ipnosi moderna viene ampiamente valorizzata la responsività in luogo della suggestibilità in una visione evocativa dei fenomeni ipnotici (Ducci 2002). La pratica dell' autoipnosi fondata sull'accrescimento della percezione di sé sembra porsi coerentemente in linea con ciò.

Non si può non concludere senza fare un doveroso accenno alla formazione professionale in ipnosi clinica e ai modi più opportuni per organizzarla intorno alla consapevolezza e allo sviluppo delle capacità autoipnotiche dell'allievo. Tutto il mondo formativo sta facendo un notevole sforzo per superare le limitatezze del pensiero orientato agli obiettivi e all'esclusiva attenzione alle tecniche (Short, 1999). Si vanno proponendo metodologie indirette come il metodo della narrazione, apprendere attraverso il raccontarsi, descrivere le proprie emozioni in rapporto alla relazione con l'altro (Kaneklin, 1998).

Nell'ambito formativo strettamente ipnotico da una indagine condotta da Wilbacher e Gandolfi (1998) risulta che un'alta percentuale di allievi ritarda o abbandona definitivamente l'uso professionale dell'ipnosi. Dopo una fase iniziale di apparente sicurezza nel corso della formazione, alla fine di questa l'allievo entra in una fase mentale di shock che può portare all'abbandono dell'ipnosi in quanto si ritrova da solo a gestire l'impatto emotivo del lavoro in trance. Il neo terapeuta prova disagio per le sue risposte corporee e emotive. L'atto di indurre la trance nel paziente produce simultaneamente uno stato autoipnotico nell'ipnotista. Diversamente dalle altre forme psicoterapeutiche dove l'apprendimento emozionale del sé avviene in modo graduale, in ipnosi l'impatto è immediato e inaspettato.

Nell'indagine emerge che gli allievi non riescono a fornire una risposta soddisfacente in merito all'abbandono dello strumento ipnotico in favore di altri approcci terapeutici, ma solo se l'allievo attiva uno scambio emozionale con il formatore riesce a entrare in una fase mentale di superamento che lo aiuta a neutralizzare lo shock e a far funzionare la mente sintonicamente e simultaneamente fra processi emotivi e razionali.



www.psicolife.com     Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze

giovedì, agosto 24, 2006

La preparazione al Parto

(seconda parte)

CONCLUSIONI
La questione autoipnosi può essere affrontato da più punti di vista. L'autoipnosi può essere vista essenzialmente come il prodotto di una precedente ipnosi e susseguente suggestione post-ipnotica e dunque non esistere come fenomeno autonomo. Viceversa si può essere convinti che l'ipnosi abbia luogo solo a patto che il soggetto si renda disponibile a produrre la propria autoipnosi e dunque è solo l'autoipnosi a esistere.

Ad ogni modo avvengono nella fenomenologia della coscienza una serie di eventi aspecifici, senza una intenzionalità esplicita finalizzata alla produzione di una trance che non sono facilmente collocabili e definibili.

La coscienza va incontro ordinariamente a un processo di discontinuità in cui diventa operante il meccanismo dissociativo. I cosiddetti sogni a occhi aperti non rispondono a una casualità rintracciabile nella mente conscia, ma a importanti bisogni del sistema mente-corpo.

Di fatto l'evento autoipnotico può avvenire all'interno o all'esterno di una cornice terapeutica.

La stessa relazione terapeutica non è altro che una fitta trama di stati di coscienza auto/etero indotti.

Ognuno può autonomamente misurarsi con un universo di risultati desiderati e desiderabili per sè, ma in assenza della supervisione di un ipnotista esperto può essere difficile porsi obiettivi adeguati e appropriati.

Crasilneck (1975) cita una serie di esempi in cui persone non educate al corretto uso dell'ipnosi possono fare richiesta di un training autoipnotico finalizzato al raggiungimento di obiettivi irrealistici e qualche volta non sani.

Un avvocato aveva fatto richiesta di imparare a dormire tre ore a notte, mentre uno studente mediocre voleva assicurarsi voti eccellenti.

In autoipnosi il saper fare è una dimensione intimamente legata alle potenzialità soggettive presenti e non alla fantasia di un fare straordinario

Erickson (1987) ha sostenuto più volte il fenomeno dell'interferenza di obiettivi apprezzabili da parte della coscienza, ma in disaccordo con i bisogni dell'inconscio.In tal senso sottolineava che l'insistenza a interferire coscientemente con l'inconscio determina l'insorgenza di un problema.

Ne possiamo trarre che fare autoipnosi senza una consapevolezza di come dimensionarla correttamente può produrre danni.

Al contrario nell'ambito di una relazione terapeutica si può ragionevolmente concludere che a prescindere se sia fatto in modo deliberato o no si sviluppa sempre una qualche forma di autoipnosi nel soggetto in terapia anche non esplicitamente ipnotica. Del resto Lankton (1984) ha dimostrato che gli stati ipnotici sono presenti in molte forme terapeutiche e coinvolgono pazienti e terapeuti.

Oltre a ciò occorre distinguere gli eventi di autoipnosi spontanei da quelli strutturabili in un addestramento esplicito.

Impegnare già nelle prime fasi della terapia il paziente in un vero e proprio training autoipnotico significa operare strategicamente e apertamente sullo svincolo e l'autonomia del soggetto.

Per di più rinforza la convinzione di poter godere di un controllo su aspetti inattesi della propria vita.
www.psicolife.com Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze

mercoledì, agosto 16, 2006

La preparazione al Parto

(prima parte)

Il parto per una donna rappresenta un evento della vita ricchissima di significati socioculturali di cui l'ipnotista deve tener conto nel momento in cui opera. Il lavoro preparatorio al parto deve necessariamente essere sufficientemente articolato per consentire un alto grado di efficacia. L'approccio diretto fondato semplicemente su ingiunzioni del tipo 'Voglio che lei abbia un parto indolore' non ha in genere buone speranze di successo. Con un approccio decisamente indiretto e frazionato Erickson predisponeva un ampio piano che mobilitava un vastissimo insieme di esperienze estesiche personali e agiva sulla modificazione discreta delle aspettative sul dolore evocando nella mente della donna l'idea della dilatazione esemplificandola con comportamenti spontanei e naturali.

Può sentire o non sentire l'anello al dito o le scarpe ai piedi.
E' necessario soffrire nella peristalsi?
Aprire le dita delle mani fa male?
Come la prenderà quando aspettandosi di soffrire, non soffrirà?
(Erickson, 1988)

Nella preparazione al parto l'ipnotista deve accertarsi non solo che la donna abbia effettivamente appreso l'uso della tecnica, ma anche che condivida gli obiettivi del lavoro e si sinceri dell'applicazione di alcune precauzioni.

In ogni trattamento che abbia a che fare con il dolore, questo non può essere eliminato completamente.

Erickson (1982) riferisce di un caso in cui una donna desiderava sentire a pieno tutta l'esperienza della nascita senza essere distratta dal dolore. Voleva sentire piacevolmente le contrazioni dell'utero come se avesse inghiottito una ciliegia intera e la sentisse scivolare comodamente lungo l'esofago.

Pertanto Erickson indusse inizialmente una anestesia completa che poi trasformò nel tipo di analgesia richiesta dalla paziente. Dopo di chè addestrò la paziente a sviluppare una profonda trance postipnotica sonnambulica che si sarebbe attivata all'inizio del travaglio e che le avrebbe permesso di partecipare all'intero evento.
Ala fine del travaglio, una volta ritornata nella sua stanza, sarebbe caduta in un sonno profondo e riposante per circa due ore.

Dopo due anni, la donna tornò da Erickson in quanto aspettava il secondo bambino. In questo caso bastarono tre ore di trance profonda per ristabilire lo stesso apprendimento autoipnotico.

www.psicolife.com Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze

giovedì, luglio 27, 2006

L'ipnosi arriva sul lettino del ginecologo

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore03/03/2004

Tra le numerose curiosità dell’XI appuntamento della International Society of Gynecological Endocrinology a Firenze, segnaliamo un interessante lavoro che affronta il tema dell’uso dell’ipnosi nella pratica ginecologica.

L’ipnosi è una delle peculiari forme della psicoterapia e si basa sul raggiungimento di un particolare stato psicologico di coscienza realizzato attraverso l’interazione con il terapeuta.

Una condizione caratterizzata dalla realizzazione di stati definiti come monodeismi plastici. La mente è focalizzata su un’unica idea e questo permette di attivare la plasticità cerebrale e di indurre su una base biochimica, modificazioni biologiche sia viscerali sia somatiche. Si tratta di processo che può interessare diversi sistemi anatomici: nervoso, endocrino, muscolare ed immunitario. La pratica dell’ipnosi, agendo sul sistema percettivo-emozionale, può contribuire con successo al controllo degli effetti somatici dello stress.

Paolo Vercelli, autore della ricerca, specialista in Ginecologia ed Ostetricia e docente presso il Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale di Torino, ci spiega le motivazioni che hanno portato le tecniche dell’ipnosi all’interno della pratica ginecologica: “Attraverso la psico-neuro endocrino-immunologia la psiche attiva la plasticità cerebrale, aumentando sia il numero di connessioni sinaptiche sia la quantità di neuroni”. Vista in quest’ottica, l’ipnosi può diventare uno degli strumenti della pratica ginecologica, attraverso il quale poter sbloccare alcuni dei meccanismi che sono alla base dei disturbi dell’apparato riproduttivo femminile.

Quali le applicazioni specifiche in campo ginecologico, quindi? L’uso dell’ipnosi ha mostrato i suoi effetti prevalentemente nel trattamento dei disturbi mestruali, per il problema dell’ovaio policistico, e la cura della dismenorrea, il vaginismo e l’esaurimento ovarico precoce. Non mancano risultati positivi per i disturbi legati alla menopausa o le applicazioni nel contesto dell’ostetricia, quando il blocco viene dalla paura nei confronti dell’evento parto. “Si tratta”, continua Vercelli, “di un mezzo fondamentale che potrebbe permettere alle pazienti di trovare in loro stesse gli strumenti fisiologici che permettano di realizzare quell’armonia mente-corpo necessaria per ripristinare situazioni di benessere e di salute”.

Per informazioni: International Society of Gynecological Endocrinology
Un articolo di :simona lambertini
www.psicolife.com Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze