L'ipnosi clinica e l'ipnoterapia da un punto di vista scientifico. A cura del Dr. Massimiliano Zisa, Ipnotista, Psicologo e Psicoterapeuta a Firenze.
domenica, marzo 19, 2006
Cosa succede durante l'Ipnosi? Parte II
1. Fissazione dell'attenzione.
tramite qualsiasi cosa che attragga e mantenga l'attenzione del soggetto.
2. Depotenziamento degli abituali schemi di riferimento e sistemi di credenze
tramite distrazione, schock, sorpresa, dubbio, paradossi, confusione, destrutturazione...
3. Ricerca inconscia.
tramite implicazioni, domande, linguaggio analogico, metafore, racconti, aneddoti...
4. Processo inconscio.
tramite la creazione di nuove associazioni
5. Risposta ipnotica.
tramite l'espressione di potenzialità comportamentali e cognitive che vengono sperimentate come se avvenissero da sé
Tra i fenomeni che si possono produrre spontaneamente o indurre ci sono:
* Regressione o avanzamento di età
* Amnesia
* Analgesia
* Anestesi
* Comportamento automatico
* Dissociazione
* Catalessi
* Allucinazione
* Ipermnesia
* Identificazione
* Risposte Ideomotorie
* Risposte Ideosensorie
* Suggestione post-ipnotica
* Distorsione del tempo
Secondo Erickson questi fenomeni sono indipendenti dalla profondità della trance mentre nell'ipnosi classica si usa suddividere la trance in diversi stati a ognuno dei quali vengono associate determinate fenomenologie:
1. Stati ipnoidi caratterizzati da chiusura delle palpebre, rilassamento, pesantezza, calore, leggera sonnolenza
2. Trance leggera retroversione oculare, catalessi oculare, catalessi degli arti
3. Trance media amnesia parziale, anestesia o accresciuta consapevolezza a livello sensoriale, suggestioni post-ipnotiche
4. Trance profonda amnesia e anestesia completa, sonnambulismo, allucinazioni positive e negative.
La natura dell'ipnosi
Molti pensano che l'ipnosi sia pericolosa perché fa perdere il contatto con la realtà.
A questo proposito potrebbe essere interessante chiedersi se "c'è qualcuno che vive nel mondo reale?" Non avete mai visto come le persone vivano in una loro trance? Come continuino ad esperire fenomeni ideodinamici? Come proiettino contenuti interni sul mondo esterno? Come immaginano e rappresentano nello spazio le loro esperienze interne? Come siano schiave di monoideismi (vedi disturbi ossessivo/compulsivi)? e le suggestioni post-ipnotiche come le profezie che si autodeterminano e gli schemi stimolo risposta delle fobie? E quante volte siamo regrediti davanti a qualche figura autoritaria? e come abbiamo osannato quel particolare leader politico o quel particolare cantante?
L'ipnosi ci consente di superare un pregiudizio piuttosto radicato*, ci consente di studiare il modo in cui il "mondo reale" viene costruito tramite i nostri processi neurofisiologici mentali e sociali. Tramite l'ipnosi possiamo utilizzare coscientemente tali "regole" per definire una nuova realtà condivisa in cui superare le limitazioni apprese.
*Il pregiudizio a cui stavo facendo riferimento consiste nella convinzione che tutti noi viviamo in un medesimo stato di coscienza e quindi nell'identica realtà. A questo pregiudizio si affianca la finitezza, determinata una volta per tutte, degli stati di coscienza.
Piero Priorini (Attività estreme e stati alterati di coscienza) seguendo le orme di Tart definisce la trance ipnotica come quel particolare stato di coscienza caratterizzato dalla dissociazione psichica dell'Io e in particolare da fenomeni di ideoplasia auto o eteroindotta. Si distingue quindi da tutti gli altri stati di coscienza alterati (per esempio l'innamoramento, la tensione mistica, l'ebrezza, le peak experiences, la possessione, il sonno, il sogno, lo svenimento, etc...)
L'ipnosi consente di evocare nel soggetto un'ampia gamma di risposte psicofisiche. Funziona un po' come un'amplificatore.
Come abbiamo visto, tra le fenomenologie possibili ci sono la completa immobilità catalettica oppure il rilassamento profondo, l'ipersensibilità oppure l'anestesia, l'ipermnesia oppure l'amnesia, etc...
In effetti se si analizza una induzione si può verificare come questa eliciti una vastissima gamma di risposte neurofisiologiche:
"Ora semplicemente ti chiederò di guardare fissamente un punto proprio lì di fronte a te, e mentre guardi quel punto le tue palpebre cominciano a farsi più pesanti e si vogliono chiudere, e quando si chiudono completamente tu puoi rilassare le gambre e le braccia sentendoti come cullato molto gentilmente.... e non so se ti sta già rendendo conto di quanto puoi sentirti felice e in pace con te stesso in questo particolare stato, perché mentre assapori ogni particolare sensazione prendendoti tutto il tempo necessario tu cominci a immaginarti di galleggiare su una barca.. su un fiume molto calmo... così come la tua mente è distesa... e puoi sentire la tua mano galleggiare mollemente, completamente abbandonata, come lo è il tuo corpo, nell'acqua piacevolmente calda... sai cosa intendo dire, non è vero? e mentre sei in questa situazione possiamo sentire delle anatre in lontananza... ma è così piacevole lasciarsi trasportare dal suono che quasi non te ne curi perché è come se stessi per addormentarti.. anche se sai che la mia voce sarà con te mentre ti accompagna in una trance sempre più profonda e così cominci a sentire il calore del sole sul tuo stomaco e la fresca brezza sulla tua fronte... e ti lasci andare a tutto ciò, perché non c'è bisogno di fare, non c'è bisogno di sapere, neanche bisogno di ascoltare... perché le tue orecchie udranno e capiranno proprio tutto ciò che è necessario. E ora puoi assaporare il benessere di una trance sempre più profonda, e voglio che ne asssapori ogni istante perché tu puoi avere un mucchio di piacere nel divenire consapevole di tutte le comodità che puoi avere in te stesso... "
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sabato, marzo 18, 2006
Cosa succede durante l'Ipnosi? Parte I
Nella prima fase la fase induttiva si verifica un primo cambiamento dello stato di coscienza. Si possono riscontrare sull"EEG (Eletroencefalogramma) un'accentuata presenza delle onde alfa tipiche degli stati di rilassamento e di distacco dalla realtà esterna. Si comincia quindi con un passaggio dalle onde beta (predominanti durante la veglia e gli stati di vigilanza e allerta) alle onde alfa più lente. L'alterazione delle proprie vibrazioni cerebrali comporta una rallentamento anche di altre attività (respiro, pulsazioni cardiache) e viceversa.
È bene ricordare che l'invito al rilassamento somatico e al sonno funzionano bene perché permettono il distaccco graduale dall'ambiente esterno, ma è possibile indurre un'ipnosi anche in altro modo come dimostrano le pratiche autoritarie o l'ipnosi distonica. Tutto ciò che è capace di focalizzare l'attenzione all'interno e sulla voce dell'ipnotista può essere inteso come una manovra induttiva.
Infatti l'ipnosi non equivale al sonno, perché una persona addormentata reagisce solo a stimoli intensi e non è in comuncazione con il mondo esterno.
Successivamente, con l'approfondimento dell'attenzione all'interno si manifesta un predomio delle onde theta più lente che caratterizzano la trance vera e propria. È da notare che le onde theta si manifestano di solito nel periodo che precede il sogno (fase ipnagogica). Questo stato, che normalmente è vissuto passivamente o fugacemente, nell'ipnosi viene mantenuto per tutta la seduta e utilizzato a fini terapeutici.
Durante questo passaggio l'individuo vive la destrutturazione del suo stato di coscienza, può avvertire delle sensazioni di spersonalizzazione o irrealtà. Lo schema del corpo può alterarsi diventando evanescente e spesso si presentano fantasie e immagini fugaci. Il soggetto comincia a far fatica a seguire il senso delle parole dell'ipnotista anche se sente un forte legame.
A questo livello l'ipnotista, riconoscendo i segnali fisiologici di una trance, passa all'utilizzo di un linguaggio metaforico-allegorico proprio dell'emisfero destro che nel frattempo si è trasformato nell'emisfero dominante. Si possono quindi creare delle "realtà ipnotiche" dove l'individuo, attingendo alle sue risorse profonde, e agli "apprendimenti esperienziali" potrà sperimentare nuovi esperienze e sviluppare nuove associazioni.
Tra l'altro si è scoperto, tramite la PET, che le realtà prodotte in ipnosi sono virtuali solo sino a un certo punto, poiché i soggetti a cui si comandava di pensare di correre su un prato, attivavano i medesimi percorsi neuronali di una "vera corsa".
Per chiarire questo concetto possiamo fare l'esempio di noti campioni sportivi che si allenano mentalmente ripetendo ogni movimento e immaginandosi completamente la scena della gara tramite tutti i sistemi sensoriali.
Questa è la stessa tecnica che permise all'ipnoterapista Milton Erickson di riabilitarsi.
Ci sono vari esperimenti che dimostrano la validità di questo principio: "Uno studio ha guardato agli effetti dell'esercizio mentale opposto a quello fisico nel tendere e rilassare un dito della mano sinistra. Questo piccolo esercizio muscolare venne ripetuto per cinque sessioni alla settimana su di un periodo di quattro settimane - per un totale di venti sessioni d'allenamento. Metà dei partecipanti eseguì fisicamente l'esercizio, mentre un secondo gruppo ne immaginò soltanto l'esecuzione per lo stesso numero di sedute d'allenamento. Al termine delle quattro settimane, la forza del dito di ogni partecipante venne confrontata con quella degli appartenenti ad un gruppo di controllo che non avevano praticato lo stesso allenamento. Per il gruppo che aveva eseguito fisicamente l'esercizio la potenza del dito era aumentata del 30%, mentre il gruppo di controllo fece registrare un incremento di potenza del tutto trascurabile. [...] Ma cosa era successo agli individui che si erano esercitati soltanto nella palestra della mente? - La forza nel loro dito era aumentata del 22%, quasi quanto in seguito all'allenamento fisico! [...] l'incremento osservato nella forza era dovuto unicamente a variazioni a livello cerebrale, le quali a loro volta erano state causate dalla stimolazione del circuito di neuroni interconnessi che controllano i movimenti delle dita. Attivandosi insieme ripetutamente, questi circuiti cerebrali si erano irrobustiti ed espansi, proprio come nel cervello dei violinisti e dei lettori Braille." (Ian H. Robertson, Il cervello plastico, Rizzoli, 1999, pp. 53-54)
to be continued...
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venerdì, marzo 17, 2006
La realtà scientifica dell'ipnoanalgesia
L'analgesia ipnotica è una realtà scientifica, dimostrata in laboratorio con esperimenti controllati, su volontari sofferenti soltanto a livello sperimentale (quindi poco motivati, a tutto svantaggio dell'ipnosi), e con una performance giudicata da uno staff tecnicamente scettico. Grazie a tutte queste condizioni sfavorevoli, i risultati sono da considerarsi veramente inequivocabili.
L'ipnosi è sopravvissuta nel tempo per la sua utilità nel ridurre il dolore in chirurgia. Gli esperti di ipnosi si sono inventati 3 tipi di tecniche: SUGGESTIONE DIRETTA della diminuzione di dolore, ALTERAZIONE dell'esperienza dolorosa, e REDIREZIONE dell'attenzione lontano dalla fonte di dolore. Esercitando l'immaginazione si può ridurre il dolore. L'immagine concreta è un supporto per aiutare il paziente a controllare il dolore, cioè si stimola l'immaginazione a fini pratici. A quel punto il paziente può accettare o rifiutare. Questo non è un placebo, ma è molto di più.
Certi sostengono che il soggetto riferisca una diminuzione di dolore per compiacere all'ipnotista, ma l'uso sperimentale di soggetti simulatori non ipnotizzabili ha dimostrato che non è così: non può trattarsi di compiacenza. In altre parole, c'è una percezione realmente minore del dolore. Le prove di laboratorio dicono ben chiaro che l'ipnosi non riduce solo il suffering ma anche la sensory pain, cioè entrambe le componenti del dolore. Gli esperimenti dimostrano che per i soggetti poco ipnotizzabili l'analgesia ipnotica agisce al pari del placebo, mentre in quelli molto ipnotizzabili la riduzione del dolore tramite ipnoanalgesia è di gran lunga superiore a quella da placebo.
Pertanto l'ipnosi non può essere un placebo. Anche se non è noto un buon indice fisiologico di dolore, il battito cardiaco e la pressione ematica salgono quando uno sente male. Con l'analgesia ipnotica i segnalatori volontari (le smorfie, i gemiti,..) si riducono molto di più di quelli involontari (polso e pressione, che restano praticamente invariati), per cui in base a questi ultimi il calo di dolore sarebbe illusorio.
Ma come si può confutare quello che il soggetto riferisce di esperire, e cioè un calo del dolore? Si tratta di un paradosso. L'analgesia ipnotica chiaramente funziona, ma i parametri fisiologici associati al dolore rimangono praticamente invariati. Per ora si può dire che i segnali volontari scompaiono, indicando un buon comfort e relax ipnotico, mentre quelli involontari persistono forse perché si tratta di alterazioni cardiovascolari per nulla preoccupanti. Infine c'è un altro punto importante: ridurre l'ansia non significa ridurre la percezione del dolore. Il tranquillante non è un analgesico.
Il diazepam (valium), l'acido acetilsalicilico (aspirina) e il placebo funzionano sul dolore come segue: il tempo di tolleranza viene massimizzato dal valium (perché l'ansia cala anche se lo stimolo doloroso cresce), ma con l'ipnosi non c'è correlazione tra ansia e dolore percepito, per cui l'ipnosi va considerata più come un analgesico che come un tranquillante. L'analgesia ipnotica non è correlata alla riduzione dell'ansia, cioè non può essere dovuta al relax, e infatti il dolore può venire ridotto in trance anche mentre l'ansia sale (l'anticipazione del fenomeno analgesico ipnotico è una forma di eccitazione nervosa che si oppone alla calma). Insomma, con l'analgesia ipnotica l'effetto è analgesico, anche se l'ipnosi può essere usata come sedativo per mitigare l'ansia, che è ben distinta dall'analgesia nell'ambito dell'esperienza totale del dolore. In oncologia, ostetricia, chirurgia, e odontoiatria, il dolore ha ben poco di psichico, e sul dolore fisico l'ipnosi dimostra la sua validità di analgesico come metodo di controllo del dolore (fonte: Hilgard & Hilgard, 1984). Naturalmente, anche la medicina di base può sfruttare molto l'ipnosi, ad esempio per emicranie, mal di testa, dolori articolari, dolori neuromuscolari, dolori mestruali, ed altro.
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L'Inconscio come inteso da Erickson
L’inconscio è inteso da Erickson come un grande serbatoio di risorse: "Associa immagini, sensazioni, idee e simboli secondo rapporti di analogia e somiglianza che hanno fra loro, operando in un presente permanente. Queste catene di associazioni si spezzano e si intersecano, si allacciano e si sciolgono in una complessità che sfida qualsiasi analisi razionale. È questo il motivo per cui Erickson considerò l’analisi freudiana dell’inconscio un’impresa prometeica, irrealistica e inefficace. La complessità dell’inconscio e la povertà dei mezzi del conscio sono tali che è meglio lasciare che sia l’inconscio a disfare ciò che ha fatto. La terapia deve solo fornirgli il contesto in cui farlo. Tanto peggio se non comprendiamo il motivo per cui il paziente sta meglio!" (Dominique Megglé, Psicoterapie brevi, Red Edizioni, 1998 Como, p. 122)
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martedì, marzo 14, 2006
L'ipnosi - una definizione
L’ipnosi viene definita una modificazione momentanea e funzionale dello stato di coscienza all’interno del quale sono possibili alcuni cambiamenti, anch’essi momentanei e funzionali, nelle aree del comportamento, della percezione e della memoria. Tali cambiamenti vengono definiti “fenomeni ipnotici” e sono oggetto di studio dell’ipnosi sperimentale, sono “leve esperenziali” nel campo dell’ipnosi clinica, e sono visibili dimostrazioni dell’ipnosi da spettacolo.
Tra i fenomeni della memoria tipicamente vengono annoverati l’amnesia ipnotica e l’ipermnesia ipnotica. La regressione d’età è invece un fenomeno in cui aspetti mnesici si intersecano con aspetti di percezione temporale.