Psicolife - psicologia e psicoterapia a Firenze

sabato, agosto 18, 2012

L'efficacia dell' ipnosi


Tratto da: www.laredazione.org

Al mio tre… dimagrirai! Dimagrire con l'ipnosi: si può? L'ipnosi è una delle più antiche tecniche dipsicoterapia impiegata per disturbi depressivi, stati d'ansia, disturbi psicosomatici.
L'ipnosi in origine veniva considerata una tecnica "magico-religiosa", nel XVIII secolo venne però riscoperta e introdotta in campo medico dal dottor Franz Mesmer. Il ben più noto Sigmund Freud, usufruì più volte di tale tecnica per arrivare alla radice della "patologica" dei suoi pazienti. Chi si sottopone ad una seduta di ipnosi, infatti, entrano uno stato di trance o di dormi-veglia indotto, capace di farlo accedere alle proprie risorse più nascoste.


Il terapeuta non ha nessun potere, il suo ruolo è quello di aprire una porta, sta al paziente spingerla. L'emisfero sinistro del cervello rappresenta il conscio e l'emisfero destro, l'inconscio e l'emotività. Questa parte inconscia si ricorda di tutto: ogni momento vissuto, ogni sofferenza e gioia, mentre il cervello sinistro digerisce, organizza, dimentica e non capisce dove sta il problema. L'ipnosi è oggi molto utilizzata nel trattamento difobie, depressioni, nevrosi post-traumatiche, alcuni dolori cronici e lutti patologici. L'ipnosi è anche impiegata nei soggetti che desiderano smettere di fumare senza stress e senza ingrassare.

Ma veniamo al punto: dimagrire con l'ipnosi si può! Ma come?

In modo pratico, il terapeuta deve invertire la percezione che noi abbiamo dei cibi, convincendo il nostro inconscio che quelli dietetici siano gustosi e quelli che ci fanno ingrassare disgustosi! Infatti il terapeuta invertirà l'esperienza o l'atmosfera negativa che avvolge le verdure, la frutta e gli altri cibi dietetici, trasportandole su un piano di piacere e desiderio. Questo meccanismo, sarebbe poi da applicare ad ogni singolo cibo, necessario per avviarsi ad una sana e corretta dieta, è come se attraverso l'ipnosi si regolasse il grado di "dipendenza" o di "intolleranza" che noi abbiamo verso qualcosa.


Quanto costa dimagrire con l'ipnosi?

Le tariffe sono di circa 140€ per un'ipnosi di gruppo (per le diete e per smettere di fumare) e 200-220 € per una seduta individuale (di 2 ore). Non è il caso di gridare al miracolo, però! Non sarà certo solo l'ipnosi a farci dimagrire. L'importante non è una magia né un miracolo tecnico e dunque, quando si riapriranno gli occhi, da quel sogno in apnea che si è fatto non si sarà dimagriti di 10kg! Di sicuro, però, se abbiamo volontà e costanza di raggiungere il nostro obiettivo, la tecnica dell'ipnosi si rivelerà un infallibile alleato!

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giovedì, maggio 19, 2011

Ipnosi: magia o scienza ?

A me gli occhi, please - L'immaginario collettivo guarda all'ipnosi come a qualcosa di magico e mistico utile tutt'al più a chi si lascia suggestionare. In realtà non è affatto così

L'immaginario collettivo guarda all'ipnosi come a qualcosa di magico e mistico utile tutt'al più a chi si lascia suggestionare. In realtà non è affatto così

Liberamente tratto da: Libero Donna  Di: Valeria Roscioni - Nexta


Se qualcuno cominciasse a girare per le piazze affermando che: mangiarsi le unghie, soffrire d’insonnia, essere soggetti ad attacchi di panico, ansia e fobie, non riuscire a portare avanti una dieta con coerenza, avere mal di testa, non vivere con serenità e passione l’intimità della vita di coppia, non riuscire a smettere di fumare e, infine, ma solo perché un elenco deve pur avere una conclusione, persino i dolori del parto sono tutti problemi con un’unica soluzione, verrebbe di certo considerato pazzo. E magari curato proprio con l’ipnosi: la soluzione da lui proposta per tutti i disagi più o meno seri appena descritti.

Si tratta di mera suggestione? Di credenze popolari? Di magia nera?Niente di tutto questo: è scienza, pura e semplice, e come tale va conosciuta prima di pensare che si tratti dell’ennesima speculazione sulle fragilità del prossimo a cui la vita di tutti i giorni ci ha tristemente abituati. Posto che, quindi, l’ipnosi non rientra nelle arti magiche, è il caso di specificare che ancora una definizione certa per questo tipo di fenomeno non esiste.

L'ipnosi è “un insieme di fenomeni alla cui base vi e' uno stato mentale naturale con caratteristiche neurofisiologiche specifiche che lo differenziano dallo stato di veglia e del sonno, la cui produzione e' una possibilità normale del corredo neurofisiologico di ogni individuo”. Alias: non c’è niente di anomalo nel cadere in uno stato ipnotico così come non c’è niente di strano ad addormentarsi ed infatti tale stato, esattamente come il sonno, può variare di intensità, fino a raggiungere il sonnambulismo, e può prodursi spontaneamente, essere etero indotto e autoindotto.

Quello che quindi è semplicemente un modo di essere del nostro organismo è anche un modo che permette alla psicoterapia di aiutare gli individui a superare alcuni ostacoli. Non c’è niente di sorprendente: cinesi, egiziani, babilonesi, romani, fin dall’antichità l’ipnosi è sempre stata uno strumento a servizio dell’uomo

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martedì, gennaio 18, 2011

Ipnosi è uno stato di coscienza ?

Per stato di coscienza alterato s'intende uno stato di coscienza diverso dallo stato ordinario, o di base, caratterizzato dalla veglia lucida.
Uno stato di coscienza alterato è caratterizzato da uno spostamento qualitativo nel modo di funzionare della mente, senza implicare il concetto di patologia.
Le alterazioni della coscienza sono di genere molto diverso, ma esse tutte rappresentano una deviazione dallo stato normale di lucidità, continuità e connessione. I vari modi per indurre uno stato alterato di coscienza, mettono in luce il fatto che il nostro ordinario stato di coscienza è solo una delle tante possibili strutturazioni della mente. Tra gli stati alterati di coscienza i più comunemente noti sono:
  • Trance Ipnotica
  • Ubriachezza
  • Reazione a droghe
  • Reazione a psicofarmaci
  • L'innamoramento e altri stati psicologici
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mercoledì, novembre 10, 2010

Cosa accade in Ipnosi

Prima di illustrare che cosa accade nello stato alterato di coscienza chiamato trance profonda, esaminiamo esempi di casi di trance naturalistica, ossia spontanea e quotidiana, che viviamo (senza averlo mai saputo) ogni 90-120
minuti.

Un esempio di trance quotidiana è quello che viviamo quando:
  • leggiamo un libro
  • guidamo
  • guardiamo un film
  • viviamo momenti di emergenza (piccoli shock)
  • disegnamo o scriviamo in modo automatico (es. mentre stiamo al telefono)
  • siamo assorti in un ricordo o in un pensiero
  • ci prendiamo una pausa fissando un punto o fantasticando
Durante questi stati di trance quiotidiana accadono delle modificazioni psicofisiche evidenti ad un occhio allenato, tra le più evidenti si possono osservare:
  • passaggio al predominio del parasimpatico
  • modificazioni del comportamento oculare
  • modificazioni del comportamento  motorio
  • alterazioni uditive, visive e tattili
  • modificazioni cognitive
  • modificazioni affettive
  • modificazioni del comportamento sociale
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    lunedì, ottobre 25, 2010

    Cosa è l'ipnosi ?

    Al di là di quello che sono le credenze comuni e quello che il cinema, la tv e le storie hanno finito con il creare sull'ipnosi, il processo ipnotico non presenta niente di magico, soprannaturale o miracoloso.
    In realtà, si tratta di un fenomeno frequente che ognuno di noi sperimenta (senza averne consapevolezza o dando a esso un nome diverso), nel suo vivere quotidiano e, in particolare, nelle proprie interazioni con gli altri o nei momenti in cui l'accellerazione del nostro vivere frenetico rallenta lasciandoci soli con i nostri pensieri ed emozioni.
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    martedì, luglio 13, 2010

    Social ipnosi



    In seimila per la "Social ipnosi"
    "Truffa". "No, mi ha rilassato"




    Un audio mp3 da ascoltare. Molti i delusi, qualcuno si è
    addormentato, altri hanno detto di essere caduti in trance

    QUALCUNO è caduto in trance, altri si sono semplicemente addormentati e altri ancora si sono considerati truffati dal "Giucas Casella del web". Qualunque sia stata la vostra reazione al primo esperimento di ipnosi di massa online - sempre che ne abbiate preso parte - certo è che lo show messo in rete ieri notte da Chris Hughes , ipnotizzatore e ipnoterapeuta inglese diplomato all'Omni Hypnosis Training Centre in Florida, è stato uno dei più seguiti globalmente negli ultimi tempi. Un evento mediatico a tutti gli effetti, accessibile via web dagli utenti di Twitter e Facebook. Una social ipnosi, insomma, che ha tenuto connessi per oltre due ore migliaia di utenti da 85 paesi del mondo. E anche molti italiani, noi compresi.


    L'appuntamento, dato già da settimane attraverso il sito Social Trance, era per le 20 e 30 inglesi del 4 gennaio con convocazione prevista 15 minuti prima attraverso una mail ricevuta nella casella di posta lasciata al momento dell'iscrizione. Ma l'evento, nonostante l'ottima visibilità data prima dalla stampa inglese e poi da quella mondiale, non è andato come previsto. A un'ora dal via il sito che avrebbe dovuto trasmettere il live audio dell'ipnosi è andato giù a causa delle troppe connessioni simultanee. Colpevoli forse i 10 mila iscritti e i centinaia di curiosi che si sono dati appuntamento per seguire la sessione. Così, nell'attesa, agli utenti non è rimasto altro che confrontarsi sui social network. Il topic socialtrance è stato tra i più popolari su Twitter e il gruppo su Facebook ha raggiunto in poche ore i 10mila iscritti e oltre 500 discussione aperte.


    A soli dieci minuti dall'orario di inizio della trance di massa sono gli utenti, ancor prima del tweet di Chris Hughes, a comunicare il nuovo sito che ospiterà l'evento. Puntuale parte l'audio che trasmette per circa venti minuti una musica new age e puntuali arrivano i commenti degli utenti. Sarà l'attesa, sarà la musica, definita da alcuni subliminale, ma l'ascolto inizia a dare i primi frutti. "Mi sento rilassata", scrive Laura da Londra mentre dall'Argentina c'è chi invece inizia a spazientirsi.


    A calmare gli animi degli aspiranti ipnotizzati è Chris che comunica via Twitter l'imminente inizio e così, tardivamente e soave, arriva la voce del terapeuta inglese che in marcato accento britannico introduce gli ascoltatori alla materia. "L'ipnosi aiuta ad entrare in contatto con il subconscio - spiega subito - e a riuscire negli obiettivi della vita".


    Prima però ci sono da sfatare alcuni miti: "L'ipnosi non fa dormire ma rilassa lasciando la mente cosciente - continua Chris - io non ho poteri speciali ma il successo dipende dalla vostra capacità di lasciarvi andare. Ma soprattutto - conclude - nessuno rimane in stato di ipnosi".


    Tre i segreti della perfetta riuscita: concentrazione, flessibilità mentale e buona immaginazione. Giusto il tempo di rispondere ad alcune domande arrivate in tempo reale, anche dall'Italia, e Chris saluta gli ascoltatori: per motivi legati alla legge inglese l'ipnosi non potrà andare in diretta ma chi lo vorrà potrà scaricare l'audio in mp3 da un link 2 che tempestivamente appare sul sito. Immediata la risposta dei centinaia di utenti tenuti in sospeso dalla tranquilla voce di Hughes.


    Truffa, la più grande del nuovo anno, è il termine più utilizzato su Twitter e su Facebook c'è anche chi, a commento del tempo perso nell'ascolto, spende anche parole un po' più forti. Ma Chris è un professionista nel calmare gli animi e si scusa pubblicamente su Twitter spiegando che la delusione è grande soprattutto per lui.


    I più motivati non si danno per vinti e procedono all'ascolto dell'audio. Venti minuti di viaggio mentale che conduce fino all'ipnosi. Si inizia stendendosi a terra e chiudendo gli occhi, poi tocca alla mente portare i muscoli in totale rilassamento e lasciarsi andare come guida la voce, sempre più soave, di Chris. La vera ipnosi inizia con la visualizzazione di una scala di dieci gradini, il terapista conterà da uno a dieci e una volta raggiunto l'ultimo il web paziente sarà in pieno possesso della sua volontà e della sua vita e potrà decidere, a subconscio aperto, di dare una svolta. Ognuno scelga cosa vuole cambiare: smettere di fumare, di bere, di mangiare cibi nocivi o di uscire da una brutta situazione. Ciò che importa è che quando Hughes conterà da uno a cinque gli occhi torneranno ad aprirsi. Fine delle trasmissione.


    L'evento continua in diretta sui social network. Come è andata? Su Facebook c'è chi apre un sondaggio: ipnotizzati o no? In oltre 200 hanno risposto e il trend è positivo anche se più che di trance gli utenti parlano di profondo rilassamento. Ma no per tutti. Nigel Lewis, che di professione fa l'ipnoterapeuta, si dichiara truffato dall'esperimento: "Il web è pieno di audio mp3 che inducono all'ipnosi ma qui più di 8mila persone sono state ingannate per circa un'ora. Chris avrebbe dovuto assicurarsi prima della possibilità legali di trasmettere l'ipnosi e spero solo che questa non sia l'ennesima forma di marketing online".


    Doveva entrare nel Guinness dei primati come la più grande ipnosi di massa proprio nella giornata mondiale dell'ipnosi ma è stato soprattutto un'esperienza di condivisione online.


    P.S.
    La nostra esperienza. La fase iniziale dell'esperimento, quella che prevedeva l'ascolto della musica, ha prodotto un piacevole effetto di rilassamento che, prolungato oltre i dieci minuti, si è trasformato in intontimento. La parte introduttiva, quella sull'ipnosi, ha contribuito alla preparazione e ha chiarito alcuni aspetti oscuri permettendo di prestarsi all'esperimento con maggiore serenità. L'ultima fase, quella di vera ipnosi, ha prodotto un iniziale scetticismo e difficoltà al rilassamento che, dopo i primi dieci minuti, si è però trasformato in uno stato di dormiveglia. Difficile però definirlo ipnosi: più probabilmente semplice sonno. I venti minuti di sessione non hanno quindi generato un effetto di trance ma, a fine esperimento, è rimasto particolarmente impresso nella memoria il concetto di essere padroni della propria vita. Questo sì.

    Articolo di: BENEDETTA PERILLI

    Tratto da: Repubblica.it

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    martedì, giugno 01, 2010

    Prova Costume: la dieta dell’Ipnosi Attiva

    Pubblicato da Serena Vasta in Alimentazione, Dieta E Fitness, Primo Piano,Prova Costume.


    Secondo le ultime statistiche l’80% degli italiani non è pronto per la prova costume, nel Bel Paese si mangia un pò troppo o forse semplicemente si mangia male, si propende per cibi grassi ma veloci da preparare e si opta per cotture più rapide ma meno sane. Ma come fare ad arrivare in forma alla prova costume anche se siamo già a fine maggio?

    Le soluzioni sono due, o puntate sulla prossima estate se i chili da perdere sono troppi, oppure se non avete troppi chili da perdere potete seguire una dieta sana e a ridotto contenuto di grassi in questo modo in un mese riuscirete a perdere circa 4 - 5 chili.

    L’ultima frontiera per prepararsi alla prova costume è la dieta dell’ipnosi, in pratica si associa una sana alimentazione a questa terapia di ipnosi che in teoria dovrebbe aiutare a rafforzare la nostra povera forza di volontà che, quando si tratta di seguire una dieta, lascia sempre a desiderare.

    Stefano Benemeglio ha dichiarato: “L’Ipnosi non è propriamente una tipologia di dieta ma una tecnica con la quale si può dimagrire perché si riesce ad affrontare meglio la dieta, di qualunque tipo essa sia, senza quella sensazione di frustrazione e di privazione che usualmente caratterizza le diete“.

    Voi ricorrereste all’ipnosi per riuscire a dimagrire? Quanto tempo passa prima che vi stancate di una dieta?

    visita il sito:

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    KATE MOSS, INCINTA GRAZIE ALL'IPNOSI

    La modella in guerra con i suoi vizi

    Kate Moss vuole rimanere incinta. La top model e il compagno, Jamie Hince, chitarrista dei The Kills, desiderano metter su famiglia insieme. Ma, a quanto pare, la bella star delle passerelle fuma e beve troppo tanto da dover ricorrere all'ipnosi per riuscire a smettere.

    Un amico della coppia ha raccontato al Sun: "Kate fuma e beve troppo. Così ora sta andando in terapia per poter smettere". La Moss infatti è consapevole che prima di rimanere di nuovo incinta, è già mamma di Lila di sette anni nata dalla relazione con Jefferson Hack, deve assolutamente abbandonare le cattive abitudini. Pare che l'ipnosi stia già dando dei risultati: "Kate è davvero felice delle sedute, ha già iniziato a sentirne i benefici". Tanti auguri!

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    giovedì, aprile 15, 2010

    Il ricordo svanisce, ma l'emozione resta

    Tratto da: Le Scienze


    Una ricerca mostra che la coloritura emotiva stimolata da un evento persiste ben al di là del ricordo dell'evento stesso
    L'esperienza di un'emozione persiste ben al di là del ricordo dell'evento che l'ha suscitata. Lo ha dimostrato un esperimento condotto da ricercatori dell'Università dell'Iowa, che ne riferiscono i risultati in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) a prima firma Justin Feinstein.

    I ricercatori hanno studiato cinque pazienti sofferenti di una rara forma di danno all'ippocampo, una struttura cerebrale critica per il trasferimento delle informazioni dalla memoria a breve a quella a lungo termine, che provoca lo stesso tipo di amnesia che si riscontra nei pazienti con Alzheimer.

    Nel corso dello studio, a ogni paziente sono stati fatti visionare per venti minuti filmati con coloritura emotiva allegra o triste. Dieci minuti dopo, i soggetti sono stati testati per controllare quanto ricordavano, con risultati negativi, come atteso. Normalmente una persona ricorda in media una trentina di dettagli, mentre questi pazienti non erano in grado di rievocarne neppure uno.

    "In effetti, però, essi continuavano a conservare quell'emozione, con la tristezza che permaneva un poco più a lungo rispetto alla contentezza, e questo comunque ben più a lungo del loro ricordo del film. Nelle persone sane, si nota col tempo un progressivo deterioramento di quelle sensazioni con il tempo. In due pazienti ciò non avveniva e la tristezza persisteva."

    La scoperta mette in questione la diffusa concezione che la cancellazione di un ricordo doloroso possa eliminare la sofferenza psichica e al contempo mette in evidenza l'importanza dell'attenzione al benessere emotivo dei pazienti con Alzheimer.

    "Una semplice visita o una telefonata dei parenti può avere un effetto positivo sullo stato emotivo dei pazienti anche se questi si dimenticano rapidamente dell'evento", osserva Feinstein. "D'altra parte, l'indifferenza anonima del personale della casa di riposo può rendere il paziente triste, frustato e con sentimenti di solitudine anche se non ricorda il perché." (gg)

    mercoledì, febbraio 17, 2010

    Arriva l'ipnosi per un parto indolore


    Diversi studiosi e ricercatori hanno spiegato che si tratta dell'induzione di un particolare stato mentale, uno stato di coscienza alterata che fa da ponte fra il momento in cui si è perfettamente svegli e lo stato di non coscienza quando si dorme. Bisogna disattivare la parte conscia del cervello, impedendo al principio di realtà di operare, consentendo così alle parole dell'ipnotista di attraversare il corpo e di suscitare immagini ed emozioni.

    È dimostrato, che l'impiego dell'ipnosi nel campo ostetrico ha più volte evidenziato grande utilità ed efficacia nella facilitazione di tutte le fasi del travaglio.

    L'ipnosi, produce l'attenuazione dei dolori del parto attraverso due meccanismi fondamentali: è capace di indurre uno stato psicofisico che permette da solo di controllare il complesso dolore-paura e induce una dissociazione percettiva.

    Va comunque ricordato che l'ipnosi non è tuttavia una tecnica sempre applicabile. Studi recenti indicano che circa il 70% dei soggetti può essere ipnotizzato. Tale percentuale aumenta fino al 90-95% nelle donne incinte che risultano più ipnotizzabili per l'aspettativa ansiosa che spesso le domina e le spinge a cercare aiuto.

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    martedì, giugno 30, 2009

    I meccanismi neurofisiologici dell'ipnosi

    Tratto da: Le Scienze

    La suggestione ipnotica di paralisi non inibisce l'attività dei centri motori, ma ne altera la comunicazione con il resto del cervello attraverso un'area che gestisce l'immagine di sé
    L'ipnosi ha un effetto indiscutibile sul comportamento e sul cervello. Diversi studi hanno attestato che la suggestione ipnotica è in grado di indurre cambiamenti nell'attività cerebrale correlata alla memoria, alla percezione del dolore, ai movimenti volontari attraverso processi che mediano il controllo esecutivo e l'attenzione, ma in nessuno di essi si era controllato se tali cambiamenti sono legati a un'inibizione dell'attività motoria o a uno scollegamento dei sistemi di controllo dell'esecuzione delle azioni.

    La risposta viene ora da una ricerca condotta preso il Centro di neuroscienze dell'Università di Ginevra, i cui autori firmano un articolo sulla rivista "Neuron".

    "Abbiamo usato la risonanza magnetica per visualizzare direttamente se una suggestione ipnotica di paralisi attivi specifici processi inibitori e se questi possano o meno corrispondere a quelli responsabili dell'inibizione in condizioni post-ipnotiche", ha detto Yann Cojan, che ha diretto lo studio.

    Nell'esperimento i soggetti erano stati istruiti a compiere o meno un movimento di una mano a seconda del tipo di stimolo che ricevevano. Una parte dei soggetti è stata quindi ipnotizzata suggerendo loro che mano sinistra fosse paralizzata, mentre ai restanti i soggetti era stato detto di simularne soltanto la paralisi. In questo modo i ricercatori hanno potuto rilevare che l'ipnosi provocava una serie di cambiamenti di attività nelle aree prefrontale e parietale coinvolte nell'attenzione, oltre a notevoli modificazioni nell'attività di connessione fra la corteccia motoria e le altre aree del cervello.

    Nonostante la suggestione di paralisi, la corteccia motoria dei soggetti ipnotizzati risultava attivata in modo normale durante la fase preparatoria del compito. Ciò suggerisce che l'ipnosi non sopprima l'attività nei cammini motori o che elimini la rappresentazione dell'intenzione motoria. L'ipnosi era peraltro associata a un aumento di attivazione del precuneo, una regione cerebrale coinvolta nella memoria e nell'immagine di sé, e con una riconfigurazione del controllo di esecuzione mediato dai lobi frontali.

    I ricercatori hanno così concluso che l'ipnosi induce una disconnessione dei comandi motori dai normali processi volontari sotto l'influsso di circuiti cerebrali coinvolti nel controllo dell'esecuzione e dell'immagine di sé.

    "Questi risultati suggeriscono che l'ipnosi possa esaltare i processi di auto-monitoraggio che consentono alla rappresentazione interna di sé generata dalla suggestione di guidare il comportamento, ma che non agiscano direttamente attraverso una inibizione motoria". (gg)

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    giovedì, maggio 21, 2009

    Palermo: ipnosi e ionoterapia alleate nella lotta al dolore

    Ipnosi e ionoterapia alleate nella lotta al dolore.

    L’Associazione fisioterapisti e pazienti italiani annuncia la nascita della “ipnoionoterapia“: una procedura che abbina la moderna ipnosi all’impiego dell’apparecchiatura Jonotron, messa a punto dall’Università di Palermo e già utilizzata dagli esperti dell’ateneo siciliano su circa 5000 pazienti.

    L’ipnosi potenzia l’effetto della ionoterapia, assicurano i fisioterapisti: un’azione incrociata su corpo e mente. Jonotron - ricordano gli esperti - promette di alleviare il dolore provocato ad esempio da tendiniti, borsiti, traumi accidentali e sportivi con lesioni cutanee e muscolari, artrosi, artrite e problemi cervico-dorso-lombari.

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    mercoledì, aprile 22, 2009

    Mal di testa, dolori reumatici e stress, ecco una cura senza farmaci Ipnosi per soffrire meno C'è anche chi sbaglia e si ustiona i piedi

    tratto dal: il Tirreno

    PISTOIA - Mal di testa, dolori reumatici, ma anche mal di denti. Piuttosto che imbottirsi di cachet è spesso molto più efficace un intervento di autoipnosi. Questi malesseri trovano infatti sollievo grazie all'ipnosi, mediante la quale si alleviano anche le situazioni di stress ed ansia. La riduzione del dolore è un effetto che hanno positivamente sperimentato i partecipanti ai corsi di autoipnosi tenuti in città dallo psicologo e psicoterapeuta Massimo Fochi e dal dottor Francesco Natali.
    L'occasione per parlare delle proprie esperienze e dell'avvicinamento alla tecnica ipnotica è stata la riunione pubblica che si è tenuta nei giorni scorsi e che fa parte del calendario delle riunioni che i due professionisti tengono per diffondere la conoscenza della pratica ipnotica e contrastare quel triste fenomeno che è invece l'ipnosi da spettacolo. Antonello racconta che è stata sua moglie ad aver deciso di avvicinarsi all'ipnosi, ma poi si è tirata indietro ed invece proprio lui, scettico di ferro, ha consentito di essere ipnotizzato e poi di imparare a farlo da solo.

    «Grazie all'autoipnosi riesco a combattere efficacemente il mal di testa e poi vi ricorro per concentrarmi quando devo sostenere qualche gara di bersaglio con le freccette, il mio sport preferito». Il dottor Fochi commenta come proprio le persone più scettiche si rivelino spesso le più capaci di raggiungere stati di trance profondo, come avviene nel caso di Antonello, il quale si è sottoposto volontariamente ad una dimostrazione anche nel corso dell'incontro di alcune sere fa. Addirittura Antonello, negli stati più profondi, parla in irlandese, una lingua a lui conosciuta solo in parte in stato vigile. Risultati invidiabili li ha raggiunti anche Marcella, avvicinata all'ipnosi per alleviare alcuni suoi dolori ricorrenti. La giovane donna ha raccontato nel corso dell'incontro la sua esperienza, che lei stessa definisce «un evento».

    «Prima ero timidissima - dice - e non avrei mai preso la parola davanti a più persone, poi, grazie al rilassamento che ho trovato con l'ipnosi sono riuscita a risolvere questo mio problema. La prova più importante è stata però quando mi sono dovuta sottoporre ad un'isteroscopia con prelievo per biopsia, in una clinica fiorentina.

    Questi esami sono pittosto dolorosi ma io, grazie al sostegno del dottor Fochi, ho deciso di sottopormici in stato ipnotico. I medici erano stupiti della mia serenità mentre effettuavano l'esame e solo sul finire ho detto loro qual era il mio segreto. E andato tutto bene e non ho avvertito alcun dolore». «L'ipnosi può lenire molti dolori - conferma il dottor Fochi - ed anche permettere di intervenire terapeuticamente per sbloccare situazioni di sofferenza psicologica, quali attacchi di panico o fobie. E però come una bicicletta che deve essere usata con cognizione, altrimenti può rivelarsi negativa.

    Un esempio di questo tipo riguarda l'ipnosi da spettacolo, quella che ci viene propinata con cialtroneria da trasmissioni televisive nel corso delle quali un soggetto viene portato in una situazione alterata solo per creare clamore, davanti a tanta gente ed addirittura alle telecamere. Un altro esempio di uso negativo dell'ipnosi può essere quello di coloro che ripetutamente intervengono per bloccare malesseri ricorrenti.

    Il dolore è spesso il segnale che qualcosa non va nel nostro organismo ed il fatto di poter evitare la sofferenza può far desistere dal rivolgersi ad un medico anche quando invece questo sarebbe necessario». Di uso distorto dell'ipnosi, anzi dell'autoipnosi ne sa qualcosa Fabrizio, anch'egli partecipante al corso sull'autoipnosi. «Una sera sono rientrato a casa molto stanco - racconta - e per trovare sollievo avevo deciso di fare un pediluvio.

    Davanti alla bacinella dell'acqua ho scoperto che questa era troppo calda, ma ormai mi ero seduto e non volevo alzarmi di nuovo. Allora mi sono concentrato per abbassare la sensibilità ai piedi ed ho fatto serenamente il pediluvio. Solo dopo ho scoperto che i miei piedi si erano così arrossati che per tre giorni ho faticato a mettere la scarpe»

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    giovedì, febbraio 12, 2009

    CASELLA CONFESSA: IPNOSI CONCORDATE

    GABRIELLA Carlucci accusa Giucas Casella di essere un imbroglione, di concordare le dichiarazioni delle persone che ipnotizza in tv, e lui, il ' Copperfield dei poveri' , risponde con una sonora risata. Ma poi ammette che sì, a volte, con certi ospiti, si deve concordare... La Carlucci ricorda che nel programma ' Acqua calda' lei concordava le risposte con gli ipnotizzati.
    Vero o falso? "Straordinario: la Carlucci si era addormentata per autoipnosi due anni fa, nel programma di RaiDue, e si è svegliata solo oggi. Ma io non l' ho mai ipnotizzata: all' epoca di Acqua calda non praticavo l' ipnosi in tv, mi era stato chiesto di non farlo dalla dirigenza Rai. Ci fu il caso telespettatori caduti in trance davanti alla tv, con le mani incrociate: ma era una montatura dell' associazione ipnotisti, la Rai mi riabilitò qualche mese dopo.
    Alla smemorata Carlucci ricordo che facevamo solo il gioco della verità: le tenevo i polsi, e dalle sue vibrazioni capivo se diceva il vero o il falso". Giù la maschera Casella: la sua è ipnosi ammaestrata, confessi una buona volta... "Ma è evidente che quando si fanno le interviste sotto ipnosi i grandi ospiti televisivi vogliono sapere preventivamente quali sono le domande: nessuno vuole rischiare di rovinarsi con un giochino. Ma questo non vuol dire che in televisione io non ipnotizzi davvero la gente". Può farci qualche esempio, per capire qual è il trucco: come funziona la sua ipnosi? "Faccio l' esempio di Katia Ricciarelli, intervistata da me sotto stato di ipnosi a Domenica in. Con lei ho concordato prima quali sarebbero state le domande, che poi sono sempre le stesse: ' Cosa ti emoziona di più nella vita?' , ' Quale è stato il dolore maggiore?' , ' Cosa rimprovera a suo marito?' .
    Ecco, a questa domanda, durante le prove la Ricciarelli rispose ' Vorrei che Pippo mi fosse più vicino' , poi in diretta, sotto iponosi, lei rispose diversamente: ' Non lo sopporto quando fa lo zapping televisivo davanti a me' ". I conduttori di Acqua calda, Frassica e Faletti, secondo la Carlucci sapevano come venivano organizzati questi ' stati di ipnosi' , compreso quello di Marina Ripa di Meana che leccava un gelato. Ma non avrebbero detto nulla "perché il loro manager era lo stesso di Casella". Come risponde a queste accuse della signora Carlucci? "Falso: il mio manager è un altro, e cioè Marangoni. Ma la verità è che Buona domenica va male, e la Carlucci attacca me per colpire la Domenica in della Venier. La vera ipnotizzatrice di Domenica in è Mara Venier: è la sua luce che trascina il pubblico. Certo, Buona domenica mi mette contro cinque maghi, compreso l' adorabile Silvan.
    Ma sapete che vi dico: tutte queste polemiche mi fanno bene, aumentano le richieste per le mie serate nei teatri e nelle discoteche: il mio lavoro vero è quello delle serate più che la tv". Che ne pensa Mara Venier? E' a New York per ricevere il premio ' Donna dell' anno' , ed evita le polemiche: "Vivo un momento professionale straordinario" sussurra "le illazioni le lascio ad altri".

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    domenica, ottobre 05, 2008

    Eva Mendes: l'ipnosi contro i ragni

    L'attrice confessa la sua più grande paura

    Eva Mendes è una delle attrici più belle e sensuali del momento. La star del cinema internazionale ha confessato di aver sofferto di aracnofobia: era terrorizzata dai ragni. Problema che sembra essere riuscita a superare grazie all'ipnosi.

    "I ragni - ha spiegato la Mendes - mi spaventavano da quando ero piccola. Se mi capitava di vederne uno, avevo una vera e propria reazione fisica. Soffrivo di aracnofobia. Ero così fino ad un anno fa. Se c'era un ragno, cercavo qualcuno che lo uccidesse. Non riuscivo neanche a parlare, mi tranquillizzavo solo quando era morto".
    Se poi un bel ragnetto gironzolava nella sua camera da letto, allora Eva trascorreva la notte insonne. Ma ora sembra tutto passato perchè, come ha confessato la stessa attrice, è ricorsa all'ipnosi: "Non mi facevano oscillare un orologio davanti alla faccia o cose simili. Non so di preciso cosa mi abbiano fatto ma ha funzionato, ora vedrò un ragno e non perderò la calma".

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    martedì, giugno 24, 2008

    L'ipnosi come prova in tribunale ?

    Don Giorgio Carli
    La vittima ricorda durante la psicanalisi: per il giudice è una prova
    Di :FERDINANDO CAMON (tratto da:La Stampa)

    BOLZANO
    Contiene due rivoluzioni, una nel diritto e una nella psicanalisi, la sentenza del tribunale di Bolzano, sulla quale Rai3 manda in onda una trasmissione («Ombresulgiallo») oggi in prima serata: la sentenza chiude il processo di una ragazza contro un prete che l’avrebbe violentata da quando lei aveva nove anni fino a quando ne aveva quattordici. La ragazza, in quegli anni zitta e docile (nove anni son pochi, non capiva nulla; però quattrodici son tantini), più tardi cominciò a patire dei disturbi per cui entrò in una terapia analitica, e l’analisi avrebbe fatto riemergere in lei ricordi lancinanti, così dettagliati da convincerla che contenevano la verità. Si aprì un processo che si basava su un terreno insidioso: può l’inconscio testimoniare la verità?

    Sul lettino
    La ragazza s’è fatta 350 sedute di psicanalisi, una particolare psicanalisi che non è freudiana né junghiana (poi ne parleremo), ha discusso con l’analista e ha portato in tribunale numerosi sogni, ma ce n’è uno in particolare, in cui lei sogna violenze di marocchini in un bar che si chiama San Giorgio: nome allarmante, perché le violenze che lei denuncia sarebbero avvenute in una parrocchia che si chiama San Pio X, e il prete che le avrebbe compiute si chiama don Giorgio.

    Questo sogno è sembrato determinante. Ma se fosse determinante, sarebbe il primo caso in cui un colpevole risulterebbe «incastrato da un sogno» (o, peggio, da una fantasia). E’ qui la rivoluzione. Nell’attribuire al mondo dei sogni la funzione di garanzia sul mondo reale, tanto forte da reggere una condanna pesante. In primo grado infatti (20 febbraio 2006) il prete fu assolto, ma in secondo grado (16 aprile 2008) fu condannato a 7 anni e mezzo. L’assoluzione in primo grado dipese da alcuni punti deboli dell’accusa, che il prete aveva fatto notare: se la ragazza mi avesse visto spogliato, osservò, saprebbe che sul mio corpo c’è un segno particolare (la circoncisione). Il secondo grado di giudizio fu deciso riesaminando lo stesso materiale probatorio discusso in primo grado, ma stavolta con un altro orientamento, più disposto a riconoscere una vicinanza tra sogno e realtà, tra materiale onirico e prove a carico.

    L’amico che non c’era
    Otto anni e mezzo di carcere, con quelle motivazioni, sono la fine, per un prete. Adesso si pronuncerà la Cassazione. La Cassazione è attesa a un passo storico. Quel che deciderà lascerà una traccia nella storia del diritto e nella storia della psicanalisi. Perché dovrà pronunciarsi sull’utilizzabilità del sogno in tribunale, il suo rapporto col vissuto, il grado in cui il sogno deforma o conferma la realtà, e le possibilità che la memoria, perduta per una serie di traumi, possa venir ricostruita con particolari tecniche psicanalitiche. La ragazza infatti non è andata in un’analisi freudiana o junghiana, ma s’è sottoposta a un metodo che si chiama «distensione immaginativa», che non è molto lontano dall’ipnosi. Questo metodo dovrebbe permettere alla memoria di allargarsi fino a rioccupare il terreno dal quale s’era ritirata. Rioccupando quel terreno, la ragazza vi ha visto, sopra, don Giorgio, qualche volta con un amico, le loro ripetute violenze, come quelle che nelle cronache talvolta commettono i marocchini. Dimenticavo: l’amico di don Giorgio, un ragazzo, che non ricordava nulla, fu invitato a sottoporsi anche lui alla «distensione immaginativa», ma anche alla fine della cura non ricordava niente.

    Era il tentativo di «costruire un testimone mediante la psicanalisi»? Comunque, è fallito. Nessun dubbio però sul fatto che quelle violenze, per la ragazza, siano verità, tant’è vero che la fanno ammalare, la caricano di sintomi. Il problema è se i sintomi siano il prodotto della realtà esterna o della realtà interna. Gli psicanalisti dicono che non è la biografia o la storia che genera nevrosi, ma la nevrosi che genera biografia e storia. Perciò i sogni e le fantasie si usano in analisi, non nelle aule giudiziarie. Se i sogni di coloro che vanno in analisi fossero prove a carico, non basterebbero tutte le prigioni ad accogliere i loro famigliari e amici e conoscenti. Quando leggiamo che un imputato è «incastrato dal dna, o da una scheda telefonica, o da una impronta», ci sentiamo sollevati; ma adesso leggiamo che un imputato è «incastrato da un sogno» o «da una fantasia indotta», e francamente ci sentiamo allarmati.

    Psicolife non si permette di commentare sul termine usato come «distensione immaginativa», per l'ovvia e banale definizione di una tecnica come fosse un processo analitico dall'evidente epistemologia lasciata volutamente "confusa" e dal cronista che dallo psicanalista di cui ci si guarda bene dal fare il nome.

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    mercoledì, marzo 26, 2008

    Fergie: Cura della tossicodipendenza con l´ipnosi

    L’ex tossicomane Fergie, bionda frontman dei Black Eyed Peas, combatterà la sua diendenza dalle droghe per il resto della sua vita e si sta ad un trattamento per liberarsi completamente dalla schiavitù delle droghe sintetiche con l’ipnosi. Sebbene sia ormai completamente pulita da metanfetamine e dall’ecstasy, la cantante – interprete del pezzo di Michael Jackson Beat it nell’album del Re del pop “Thriller 25th” – si sottopone di anno in anno a terapie di richiamo.
    “Non vado dentro e fuori dalle cliniche. È un lavoro continuativo. Mi curo con l’ipnosi, che è qualcosa di veramente importante nella mia vita. Funziona bene con me perché lavora a livello subconscio” ha detto Fergie.
    La moda di utilizzare l'ipnosi per risolvere i problemi legati alla dipendenza attiva da sostanze (alcool, sigarette, cocaina,ecc...) è sempre più alimentata dalle varie star che con il loro atteggiamento promuovono il passaggio di informazione nei fan.
    L'approccio ipnotico a tali comportamenti sostanze-dipendenti DEVE tenere conto anche dei comportamenti stato-dipendenti correlati alle abitudini e per questo l'approccio direttivo, ancora molto spesso in voga e altrettanto spesso promosso da ipnotisti di dichiarata fama, va a colpire la sintomatologia e può promuovere nel soggetto una rapida e/o immediata efficacia.
    Gli studi sull'evidence base di tale approccio dimostra che l'utilizzo di induzioni e suggestioni direttive, nonostante gli apparenti immediati effetti, a lungo termine decrescono fino a portare alla ricomparsa degli atteggiamenti stato-dipendenti.
    L'approccio indiretto invece tiene conto delle motivazioni e delle vulnerabilità sottostanti al "desiderio" di tale stato e ne promuove una dissoluzione in lniea con il sentire del paziente e con la rinnovata capacità di interrompere il pattern cognitivo-comportamentale della dipendenza e del desiderio della sostanza; garantendo lo stesso risultato dell' ipnosi direttiva con il vantaggio della efficacia a lungo termine dell'ipnosi indiretta.
    D'altro canto l'approccio ipnotico indiretto richiede un percorso psicoterapeutico più lungo della tecnica direttiva, che implica un allenamento e un consolidamento della capacità del paziente di sviluppare stati ipnotici di trance profonda, passando dalle 3-5 sedute risolutive, tipiche dell'approccio diretto, alle 20 o più sedute della tecnica indiretta.

    martedì, febbraio 12, 2008

    Anestesia e Analgesia: Sull'Agenda della Salute

    Copertina Agenda Della SalutePsicolife sull'Agenda della Salute

    Questo mese sull'Agenda della Salute trovate un articolo del Dr. Massimiliano Zisa sull'argomento Psiconcologia.

    L'articolo riassume in breve l'apporto della psicologia sia nel sostegno alle famiglie, nel paziente oncologico e nella gestione del dolore oncologico con tecniche ipnotiche.

    Potete trovare l'articolo direttamente nella sezione del sito Psicolife.com alla voce Informazione Scientifica : Articoli

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    mercoledì, novembre 14, 2007

    Ipnosi e sport: sciare in ipnosi

    Sci: Rocca, il segreto è l'ipnosi
    E' l'ipnosi il segreto di Giorgio Rocca, cresciuto anno dopo anno e ora l'indiscusso slalomista numero 1. A rivelarlo è lo psicologo Beppe Vercelli, che ha in cura lo sciatore dal 2002. "Aveva solo bisogno di creare la connessione tra la mente e il corpo attraverso l'ipnosi - ha detto alla "Gazzetta dello Sport" - che permette di trovare l'armonia tra le varie componenti che regolano i comportamenti".
    Pieno di ansie, incertezze, con poca convinzione nel proprio, enorme, potenziale di slalomista. Questo era Giorgio Rocca fino a qualche anno fa, una promessa non mantenuta, un campione non ancora sbocciato. Ad oggi non è più così, l'atleta è diventato il numero uno al mondo dello slalom ed è entrato di diritto nel novero dei campioni italiani degli sport invernali. La svolta della sua carriera è stato l'incontro con lo psicologo dottor Beppe Vercelli il quale ha conosciuto Rocca nel 2000, quando entrambi erano afflitti da problemi fisici: lo sciatore da guai ad un ginocchio malandato, il dottore che aveva rischiato l'osso del collo in una caduta con il parapendio.
    Di lì un rapporto che è diventato determinante ai fini dei successi di Rocca: "Aveva bisogno di creare la connessione tra mente e corpo attraverso l'ipnosi, che permette di attivare le risorse sopite e fare trovare l'armonia tra le varie componenti dei processi che regolano i nostri comportamenti", ha dichiarato Vercelli. Lo psicologo ha, inoltre, svelato quali sono i segnali che Rocca utilizza per attivare tale processo: "Prima della partenza stringe forte le manopole dei bastoncini ed apre il circuito - ha precisato - ognuno ha un suo modo personale per fare ciò". In seguito, lo specialista ha parlato di quelli che, per lo slalomista, potranno essere i pericoli nel gestire un'Olimpiade: "Non ci sono rischi particolari, bisognerà gestire l'ultimo mese nel modo corretto. Importante sarà per Giorgio trasformare il pubblico in un potente alleato ed in questo momento devo ammettere che lui sa gestire le indicazioni che gli arrivano libere dalla gente".
    Il lavoro che Rocca sta svolgendo non è solo mentale come ha dichiarato il suo trainer Claudio Ravetto: "Stiamo studiando il modo per perfezionare ulteriormente la sciata". Dunque, tra sedute dallo psicologo e carichi di allenamento, si spera che Rocca a sua volta riesca ad "ipnotizzare" gli avversari.
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    mercoledì, ottobre 17, 2007

    Ipnosi, un’alleata contro il dolore

    I dati di uno studio pubblicato dal Journal of the National Cancer
    Tratto dal: Il Corriere un articolo di:Vera Martinella

    Permette di alleviare l’ansia e ridurre gli analgesici, in alcune terapie oncologiche. Diversi ospedali italiani la utilizzano.

    MILANO – Non solo farmaci per contrastare la sofferenza durante e dopo un’operazione chirurgica. Secondo uno studio americano recentemente pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, una breve seduta di ipnosi prima di un intervento allevia l’ansia e il dolore, permettendo di somministrare una minor quantità di analgesici e traducendosi in un’esperienza meno traumatica per le pazienti e meno costosa per l’ospedale. Precedenti ricerche avevano già suggerito che l’ipnosi potesse contribuire ad alleviare problemi di varia natura, aiutando le pazienti a rimettersi più in fretta e, quindi, accorciandone la degenza ospedaliera. Quest’ultimo studio, condotto dai ricercatori della Mount Sinai School of Medicine di New York, ha verificato l’efficacia della tecnica su cento donne che dovevano sottoporsi ad una biopsia chirurgica o all’asportazione di un nodulo al seno e che, prima della procedura, sono state coinvolte in una seduta d’ipnosi: 15 minuti durante i quali le pazienti sono state indotte ad uno stato di relax e sensazioni piacevoli e hanno ricevuto suggerimenti su come ridurre la percezione di dolore, nausea e affaticamento. Altre cento pazienti, invece, si sono limitate ad un breve dialogo con uno psicologo. I risultati, secondo i ricercatori, sono stati chiaramente migliori nel gruppo-ipnosi, per il quale è bastata un’anestesia più leggera e una quantità di sedativi ridotta. Inoltre, le partecipanti hanno riferito meno disturbi emotivi e minori effetti collaterali dopo l’intervento. Secondo gli autori, l’ipnosi ha permesso di risparmiare circa 773 dollari (oltre 540 euro) a paziente.Ma quale “magia” si nasconde dietro a questi meccanismi? Niente sguardi magnetici o potenzialità irrealistiche, tengono a precisare gli esperti. «Tramite l’ipnosi si può accompagnare virtualmente il malato in una condizione di benessere, stimolandolo ad evocare situazioni piacevoli, in modo tale che, dopo l’intervento o anche al risveglio, quando è necessaria un’anestesia generale, la sua percezione del dolore sia minore» risponde Luisa Merati, responsabile del Centro Medicina Psicosomatica presso l’ospedale San Carlo di Milano, che organizza sedute ipnotiche, individuali o di gruppo, con pazienti oncologici (le prestazioni sono rimborsate dal servizio sanitario nazionale e, in ogni caso, i malati di cancro sono esenti dal ticket). «Allo stesso modo – prosegue - è possibile aiutare il paziente a combattere gli eventuali sintomi fastidiosi sia dell’operazione che della chemioterapia. O, ancora, tramite tecniche di rilassamento si può offrire un sostegno psicologico “potenziato”, per superare i momenti difficili della malattia, inducendo calma e ottimismo per contrastare ansia e paura». Una soluzione altrettanto efficace può essere quella di insegnare ai malati a praticare l’auto-ipnosi (una tecnica simile al training autogeno e alle tecniche di meditazione), grazie alla quale i pazienti dovrebbero riuscire a scivolare in uno stato di benessere quando ne hanno bisogno, in day hospital per le sedute di chemioterapia o quando serve un aiuto a casa contro stanchezza cronica, nausea, debolezza.Le potenzialità dell’ipnosi sono già applicate in altri ambiti (per smettere di fumare, perdere peso o contro alcuni disturbi della psiche) e, gradualmente, vengono riconosciute anche in Italia come valide terapie complementari, utili se affiancate ad interventi di altro tipo. A utilizzare questa tecnica sui pazienti oncologici, infatti, sono già diverse strutture, fra cui l’Istituto Nazionale Tumori e l’ospedale San Raffaele di Milano, l’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, l’ospedale Umberto I di Lugo di Romagna (Ravenna), l’azienda ospedaliera Molinette di Torino e gli ospedali di Legnago (Verona), Garbagnate (Varese) e Varese. «Al pari di agopuntura e massaggi, le tecniche ipnotiche sono mezzi utili ed efficaci contro il dolore e gli effetti indesiderati delle terapie - commenta Furio Zucco, presidente della Società Italiana di Cure Palliative. - Ma credo che in Italia ci si debba prima occupare dell’abc delle cure analgesiche, per le quali c’è ancora molto da fare: serve, prima di tutto, la prescrizione dei farmaci oppiodi con il ricettario del Servizio Sanitario Nazionale, mentre oggi si usa ancora un ricettario speciale che molti medici di famiglia neppure vanno a ritirare. E bisogna incoraggiare l’immissione sul mercato dei derivati della cannabis, recentemente approvati con un decreto ministeriale». www.psicolife.com Psicologia e Ipnosi Terapia a Firenze