mercoledì, agosto 16, 2006

La preparazione al Parto

(prima parte)

Il parto per una donna rappresenta un evento della vita ricchissima di significati socioculturali di cui l'ipnotista deve tener conto nel momento in cui opera. Il lavoro preparatorio al parto deve necessariamente essere sufficientemente articolato per consentire un alto grado di efficacia. L'approccio diretto fondato semplicemente su ingiunzioni del tipo 'Voglio che lei abbia un parto indolore' non ha in genere buone speranze di successo. Con un approccio decisamente indiretto e frazionato Erickson predisponeva un ampio piano che mobilitava un vastissimo insieme di esperienze estesiche personali e agiva sulla modificazione discreta delle aspettative sul dolore evocando nella mente della donna l'idea della dilatazione esemplificandola con comportamenti spontanei e naturali.

Può sentire o non sentire l'anello al dito o le scarpe ai piedi.
E' necessario soffrire nella peristalsi?
Aprire le dita delle mani fa male?
Come la prenderà quando aspettandosi di soffrire, non soffrirà?
(Erickson, 1988)

Nella preparazione al parto l'ipnotista deve accertarsi non solo che la donna abbia effettivamente appreso l'uso della tecnica, ma anche che condivida gli obiettivi del lavoro e si sinceri dell'applicazione di alcune precauzioni.

In ogni trattamento che abbia a che fare con il dolore, questo non può essere eliminato completamente.

Erickson (1982) riferisce di un caso in cui una donna desiderava sentire a pieno tutta l'esperienza della nascita senza essere distratta dal dolore. Voleva sentire piacevolmente le contrazioni dell'utero come se avesse inghiottito una ciliegia intera e la sentisse scivolare comodamente lungo l'esofago.

Pertanto Erickson indusse inizialmente una anestesia completa che poi trasformò nel tipo di analgesia richiesta dalla paziente. Dopo di chè addestrò la paziente a sviluppare una profonda trance postipnotica sonnambulica che si sarebbe attivata all'inizio del travaglio e che le avrebbe permesso di partecipare all'intero evento.
Ala fine del travaglio, una volta ritornata nella sua stanza, sarebbe caduta in un sonno profondo e riposante per circa due ore.

Dopo due anni, la donna tornò da Erickson in quanto aspettava il secondo bambino. In questo caso bastarono tre ore di trance profonda per ristabilire lo stesso apprendimento autoipnotico.

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