lunedì, dicembre 11, 2006

Training autogeno contro il dolore

Modulazione del dolore con Ipnosi e Training autogeno
Pensare positivo funziona davvero… non solo come filosofia di vita, ma anche come antidolorifico.
È stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, uno studio che mostra che l’aspettativa del dolore gioca un ruolo fondamentale nella percezione del dolore stesso o meglio che se ci si aspetta un dolore poco intenso, tale sarà il dolore effettivamente percepito.

La ricerca è stata condotta dal dottor Robert Coghill e dai ricercatori della Wake Forest University (North Carolina, USA) su 10 volontari in perfetta salute a cui è stato applicato un simulatore di calore alle gambe. Per mappare l’attività cerebrale conseguente agli stimoli si è utilizzata una risonanza magnetica funzionale. Prima dello stimolo doloroso e della registrazione delle immagini dal cervello i volontari venivano avvertiti dell’intensità del dolore che dovevano aspettarsi: forte, moderata o lieve. In realtà, però, spesso i ricercatori baravano, dicendo ai partecipanti che avrebbero provato un dolore lieve mentre in realtà li aspettava un dolore forte.

Tutti e dieci i partecipanti, in questi casi, hanno riportato un dolore minore perché si aspettavano appunto un dolore di lieve intensità. La riduzione della percezione del dolore è stata circa del 28 per cento, comparabile all’effetto di una dose di morfina. Contemporaneamente l’attività cerebrale delle aree interessate alla percezione e all’elaborazione del dolore, cioè la corteccia somatosensoriale primaria, la corteccia insulare e la corteccia cingolata anteriore, è diminuita sensibilmente.

Nonostante lo studio sia stato condotto su scala ridotta, questi risultati potrebbero spiegare l’efficacia delle terapie psicologiche nel contrastare le patologie caratterizzate da dolori cronici, e fornire gli strumenti per aiutare le persone a controllare meglio il dolore senza dover ricorrere continuamente ad analgesici accompagnati da sgradevoli effetti collaterali. “Il dolore non è solo il risultato di un segnale proveniente da una regione ferita del corpo e deve essere contrastato con qualcosa di più che con una pillola. Il cervello può efficacemente regolare il dolore ed è necessario imparare a sfruttare questo potere”, conclude Robert Coghill.

Fonte: Coghill R et al. The subjective experience of pain: where expectations become reality. PNAS 2005;102 no. 36, doi_10.1073_pnas.0408576102

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