giovedì, luglio 13, 2006

Corpo e Metafora

Ultima parte

Interessante a questo proposito sono le metafore corporee che riguardano situazioni di stress cronico. L’espressione “stringere i denti” si traduce non solo nell’atteggiamento mentale di colui che mette in secondo piano il proprio benessere del momento attuale per il raggiungimento di un obiettivo futuro, ma si concretizza nel corpo a livello della mascella e del distretto temporo-mandibolare e dei muscoli della masticazione che si irrigidiscono in maniera spasmodica in contratture cronicizzate. E’ molto frequente la tendenza ad accumulare nella zona oro-labiale tensione e stress quotidiano.

Anche in questo caso si tratta soprattutto di rabbia che, per venire repressa, deve tramutarsi in contrazione muscolare, con l’obiettivo di posticiparne l’espressione che in quel momento sarebbe disfunzionale e controproducente per la persona. Quando questa emozione viene repressa in maniera continua e non trova alcuna possibilità di manifestarsi, allora la tensione diviene cronica e si struttura nella personalità: ecco il blocco psico-corporeo.
Durante la terapia individuale o la partecipazione ad un gruppo di Bioenergetica possiamo diventare consapevoli, attraverso il gioco psico-corporeo e l’uso delle metafore, delle nostre tensioni in questa distretto muscolare e cominciare a comprendere la complessità delle relazioni tra corpo, emozioni e linguaggio.
Ad esempio una persona che partecipa al gioco della metafora corporea “stringi i denti” sperimenta una serie di sensazioni complesse che toccano varie sfere della sua persona. Vengono portati alla consapevolezza delle costellazioni emotive relative al posporre il proprio piacere e benessere per dare la precedenza alle esigenze altrui o alle circostanze. La persona si confronta con il significato che ha per lei il senso del dovere, fino a che punto è sempre necessario “stringere i denti” e quanto in realtà ci facciamo carnefici di noi stessi creando tensione anche quando tale tensione diventa non necessaria o disfunzionale.

La tensione della mascella si evidenzia a livello corporeo, si segnala con il dolore e il dolore a sua volta segnala un’emozione spiacevole. La persona diventa consapevole di questo cerchio infinito mente-corpo-emozione e pian piano impara a sciogliere le contratture della mascella provocando una tensione volontaria a cui segue il rilassamento.
Da una semplice esperienza come questa, presentata sotto forma di gioco, è possibile esplorare notevoli livelli personali e trovare nuovi spunti per una rielaborazione dinamica e una ri-narrazione anche terapeutica della propria storia personale. Durante un gruppo di consapevolezza psico-corporea non approfondiamo gli aspetti psico-dinamici delle singole esperienze, cosa che invece avviene durante la terapia individuale. Piuttosto nel gruppo lo Psicologo contiene ed accompagna le persone a trovare il proprio senso ai vissuti. L’interpretazione è praticamente del tutto assente: è il corpo a parlare e si facilitano processi di auto-evoluzione e guarigione, accompagnando verso una comprensione maggiore delle relazioni tra aspetti apparentemente così lontani.

In questo modo la Bioenergetica, opportunamente integrata con le Arti-terapie e con l’uso consapevole del linguaggio soprattutto nella sua forma “magica” della metafora, è potenzialmente in grado di facilitare processi di crescita e consapevolezza per il miglioramento della qualità della vita, delle relazioni interpersonali e del proprio benessere e capacità di provare piacere. Scompare gradualmente il ruolo del paziente, del corpo e della mente come semplici oggetti di conoscenza, scompare la seriosità e il percorso lineare, per lasciare posto alla responsabilizzazione della persona come soggetto promotore del proprio benessere.

Lo Psicologo diviene così un accompagnatore e un ludico facilitatore di processi di cambiamento che interessano la persona nel suo indissociabile complesso mente-corpo.

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