venerdì, giugno 02, 2006

Ipnos e il mondo dei sogni

Appena ci appartiamo e chiudiamo gli occhi ci rendiamo conto che esiste un flusso di pensieri che, similmente un brusio di sottofondo ci accompagna costantemente. Ma quando cominciamo a portare la nostra attenzione sempre più all'interno distaccandoci dall'ambiente circostante, il brusio di sottofondo si manifesta in primo piano e ci troviamo in una condizione simile allo stato ipnagogico che precede il sonno vero e proprio. Se siamo stanchi e ci facciamo coinvolgere da queste immagini e pensieri automatici perdiamo la nostra consapevolezza. Ecco allora che cominciano a strutturarsi delle vere e proprie storie dapprima confuse e poi sempre più chiare e coinvolgenti e così cominciamo a sognare o per la precisione veniamo sognati.

Questo flusso di pensieri - seppure in modo sotterraneo e in larga misura inconsapevole - persiste durante la nostra vita di veglia e si manifesta con pensieri e immagini automatiche frutto di schemi profondi o tracce Karmiche che generano l'Io e interpretano l'esperienza così come la conosciamo facendoci reagire ad essa. È questa la natura dell'esistenza samsarica, della nostra struttura percettivo/reattiva.



Così anche durante la vita di veglia continuiamo a sognare perché continuiamo a raccontarci e a vivere storie su di noi, sugli altri e le consideriamo come l'unica realtà possibile. Ci identifichiamo con queste storie scambiando le nostre proiezioni come la pura verità.

L'esistenza samsarica vive in questo dualismo osservatore/osservato.

Le antiche discipline dello Yoga Tibetano del sonno e del sogno insegnano che quando sorge un pensiero, una immagine e ci si identifica con tale pensiero o immagine si perde la presenza e l'attenzione vaga qua e là sospinta dalle due pulsioni fondamentali: avversione e desiderio.

Quando ci identifichiamo con attaccamento e avversione noi generiamo emozioni negative che producono inevitabilmente azioni. Queste azioni (karma) vanno a costruire abitudini e tendenze a strutturare e quindi a reagire alla realtà stessa.

Le tracce karmiche restano in noi come schemi inconsci che creano ulteriore attaccamento e avversione generando un ciclo senza fine di azione e reazione chiamato samsara. Così le persone piene di collera in sé incontrano di continuo circostanze che sembrano giustificarla nel "mondo reale" e non si rendono conto che ciò è semplicemente il frutto delle precedenti tracce karmiche che vanno a costituire il loro Io. Esse proiettano quel flusso di pensieri e immagini interiori ­­­— che hanno la stessa natura di un sogno — nella "realtà esterna".

Queste tracce karmiche si manifestano anche nel sogno. La nostra coscienza spostando la sua attenzione all'interno illumina le tracce karmiche che sono state stimolate durante la "vita di veglia".

Freud con la sua analisi dei sogni si è occupato prevalentemente di quelli che la tradizione Dzogchen (forma di Buddismo Tibetano) chiama i "sogni samsarici" o sogni derivanti da tracce Karmiche. Ma esistono anche i "sogni della chiarezza" simili a sogni lucidi o a sogni fonte di ispirazione religiosa, artistica, culturale e persino scientifica, durante i quali si possono ricevere idee, pratiche, profezie, illuminazioni... Questo tipo di sogni sono descritti anche da Jung.

Infine ci sono i "Sogni della chiara luce" quando il praticante dimora nella pura coscienza non-duale (rigpa) che possono essere considerati simili alla raggiunta lucidità nel sonno profondo descritta da Gackenbach e Bosveld (1993, Beyond Lucidity: Moving Toward Pure Consciousness).

www.psicolife.com

3 commenti:

Unknown ha detto...

Resto sconvolto dalla mancanza di un qualsivoglia tipo di fondamento scientifico e dalle mostruose baggianate che le righe precedenti contengono. Per fortuna che l'autore si definisce una studiosa. La scuola che ha frequentato è forse l'accademia per "giovani dotati" di Charles Xavier??? Sono basito. Smettetela di scrivere stronzate, per pietà. Rendete vano il lavoro delle persone che nella psicologia e nella medicina credono, e allo studio delle quali hanno dedicato una vita. Non ho parole per esprimere il mio disappunto e la totale mancanza di stima e rispetto nei confronti della mente (se così si può chiamare) che ha partorito un tale coacervo di puttanate. Incompetenti, ignoranti e soprattutto BUGIARDI

Anonimo ha detto...

ciao luigi, che dire? hai paura della morte? credi nel destino?

mi piacerebbe che tu rispondessi a queste domande.

grazie. René.

luca m. ha detto...

Le leggi della reincarnazione e quella dell'attrazione, lasciano sempre qualche zona d'ombra, lasciano sempre il naso leggermente storto.
Se si riceve quel che si semina, come mai questo famoso lama ha 1.300 milioni di cinesi contro? sì, lui che afferma di essere in qualche modo la reincarnazione del Buddha della Compassione, Avalokitesvara!