mercoledì, maggio 17, 2006

Teoria sull'Inconscio, Teoria degli insiemi infiniti. Parte IV

L'ipnosi Ericksoniana secondo la bi-logica
Alla luce di queste ultime "teorie" possiamo intendere e reinterpretare il Milton Model a seconda degli schemi linguistici capaci di attivare il pensiero asimmetrico (ingannandolo con falsi sillogismi) o il pensiero simmetrico.

Matte Blanco proponeva in linea con ciò che insegnava Erickson di parlare al paziente con il linguaggio dell’inconscio, utilizzando una tecnica che non disdegna l’uso della metafora, della poesia, dello humour, dei giochi di parole (p. XCIV)

Notiamo inoltre che l’ipnosi a differenza delle terapie basate sull’insight si spinge a profondità sempre maggiori di pensiero simmetrico con lo scopo di costruire delle "reti di simmetria" più funzionali rispetto a quelle patologiche in corso.

Erickson come Freud e molti altri grandi psicoterapeuti spodesta l’Io dalla sua presunta centralità. Secondo Erickson c’è una parte - l’inconscio - che lavora secondo logiche estranee all’Io conscio e che occorre ascoltare perché è molto più saggia.

Da ciò derivano le tecniche di confusione e depotenziamento degli schemi coscienti al fine di andare oltre ai limiti appresi e aprire un varco verso l’iperspazio della mente inconscia creando nuove connessioni, nuove metafore, nuove associazioni in una vera e propria arte della tessitura.


Ambiguità fonologica
Un altro elemento importante dell’approccio Ericksoniano risiedeva nel controllo del suo paraverbale come se fosse uno strumento musicale utilizzabile per evocare significati al di là del contenuto puramente logico.La "musicalità" della sua voce si manifestava attraverso il tono, le variazioni di ritmo, le pause, la sottolineatura analogica. Tutto ciò consentiva di veicolare messaggi ulteriori e faceva spostare l’attenzione del paziente dal contenuto alla musicalità del suo linguaggio, dal significato al significante sonoro.

Anche Freud era consapevole dell’importanza del paraverbale e prescriveva all’analista di mantenere un’attenzione fluttuante così da non preoccuparsi "di tenere a mente alcunché". In tal modo piuttosto che indulgere a speculazioni ed elucubrazioni poteva "cogliere l’inconscio del paziente col suo stesso inconscio"

L’uso di ambiguità fonologiche, sintattiche o di portata potenzia questo processo inconscio attivando rapporti simmetrici.Ambiguità di portata:"Parlandoti come se fossi ipnotizzato"Frase che può essere intesa simmetricamente in entrambi i sensi:_ Io ti parlo come se tu fossi ipnotizzato;_ Io ti parlo come se fossi io ipnotizzato.Nella logica asimmetrica solo uno dei due significati può essere vero mentre secondo il principio di simmetria sono veri entrambi allo stesso tempo.Ambiguità sintattica:"L’ipnosi di un ipnotizzatore può essere pericolosa"Ipnotizzare un ipnotizzatore può essere pericoloso=essere ipnotizzato da un ipnotizzatore può essere pericolosoLo stesso discorso vale per altri tipi di ambiguità come quelle fonologiche come per esempio con parole che hanno più di un significato. In tutti questi casi così come con altri effetti sonori (rime, assonanze, alliterazioni, ritmo, ecc..) scattano nell’ascoltatore delle simmetrizzazioni.Nominalizzazioni
Le nominalizzazioni raggruppano in un’unica classe un’infinità di fenomeni specifici e ciò da adito ad ambiguità.Per esempio, che cosa vuol dire spiegare? Come stabilire in modo univoco - quindi secondo la logica asimmetrica - che cosa sia una spiegazione da che cosa non lo sia?La nominalizzazione è un perfetto esempio di bi-logica: da una parte i concetti astratti che veicola si prestano alla simmetrizzazione ma al contempo sono applicabili - tramite una ricerca transderivazionale - a un aspetto specifico della vita del paziente.Tale fenomeno può essere interpretato anche tramite il concetto di funzione proposizionale. Una funzione proposizionale è un enunciato aperto con un numero enorme di valori che lo soddisfano ma che assume senso per il soggetto solo quando alla variabile viene assegnato un valore preciso. Questo meccanismo opera nelle nominalizzazioni, nelle cancellazioni, nei verbi non specificati, nelle ambiguità, nelle metafore.


Metafora
La metafora per la sua particolare struttura bi-logica consente a Erickson di parlare all’inconscio impegnando contemporaneamente anche l’Io conscio: "la comprensione della metafora implicitamente comporta l’estrazione di relazioni generali da un esempio particolare, e il successivo riconoscimento che queste relazioni generali si applicano anche ad un altro esempio particolare" (Matte Blanco I., L'inconscio come insiemi infiniti, Einaudi, Torino 1981, p. 449)
C'è un continuo oscillare fra questi due poli nel tentativo di dare un significato specifico al racconto: "Fiabe, storie, racconti e metafore rappresentano un'area di intersezione tra reale e fantastico; una sorta di zona franca dove il fantastico del reale e il reale dell'immaginario si intersecano." (Fabio Rondot, Maria Varano, "Come si inventano le fiabe", Edizioni Sonda, p. 60)
La metafora ci fa tornare bambini è come un gioco che consente di trasfigurare la realtà: "Spezzando il legame referenziale abituale tra segno e significato, la metafora ravvicina elementi che nella realtà sono differenziati e condensa in una sola immagine più significati" (Fabio Rondot, Maria Varano, "Come si inventano le fiabe", Edizioni Sonda, p. 38)

Alcuni esempi della vita quotidiana: "Mi sento come un leone", "È un lupo travestito da agnello", "Senti il ruggito del motore", "È stato un fulmine a ciel sereno"

Una metafora può essere letta a differenti livelli di simmetrizzazione secondo la già citata topologia stratificata dell’inconscio. In un racconto, un aneddoto, una parabola coesistono molti significati contemporaneamente molti dei quali non sono immediatamente visibili, è una verità che in parte si rivela e in parte si sottrae alla vista. Alcuni oggetti, simboli, personaggi o eventi presenti in essa possono evocare molte o tutte le classi a cui l’oggetto, il personaggio o la situazione concreta in questione appartengono.Ad ogni modo la metafora è operativa anche se non immediatamente compresa nel suo significato profondo dalla parte conscia. In seguito, la coscienza può rimanere piacevolmente sorpresa da una illuminazione che arriva some se provenisse fuori da sé:"Il pensiero non è la riduzione della realtà alla misura della coscienza o ad una rappresentazione della realtà entro il teatro della coscienza, ma è la coscienza che si illumina allorché un evento, un processo interiore si compiono e con una estremità terminale si estendono e arrivano fino a lei, la «zona chiara», diurna dell'interiorità umana." (Aldo Giorgi Gargani, "Ignacio Matte Blanco e la cultura contemporanea. Estetica e psicoanalisi" in AA.VV.,L'inconscio antinomico, a cura di Pietro Bria e Fiorangela Oneroso, Franco Angeli,1999 Milano, p. 28)Ricalco
Il ricalco è un metodo efficace per conoscere l’altro a un livello che oltrepassa le verbalizzazioni asimmetriche. Tramite di esso è possibile sperimentare le emozioni del paziente a un livello pre-linguistico tramite l’Io corporeo. Grazie alla comunicazione multidimensionale mediata dal corpo l’inconscio ci parla simmetricamente. Anche Freud si rese conto dell’enorme importanza dei messaggi non-verbali e delle risposte ideodinamiche. In una lettera a Groddeck scrisse che, oltre alle ben note caratteristiche già descritte (condensazione, spostamento, assenza di contraddizione, atemporalità e sostituzione della realtà esterna con quella interna) "l’atto inconscio ha un’intensa influenza plastica sui processi somatici quale non viene mai raggiunta dall’atto cosciente"” (S. Freud, L’inconscio, OS7, vol. VIII, p. 71n) Così l’inconscio ci parla attraverso le posture del corpo, la mimica del volto, il respiro, lo stile dei movimenti, i gesti, la voce...Erickson era perfettamente consapevole di ciò e praticava un "ascolto integrale" comunicando prevalentemente con l’inconscio grazie al ricalco e alla guida dei messaggi non-verbali posti al di fuori della consapevolezza del paziente.Grazie all'ascolto di eventi al confine fra lo psichico e il somatico Erickson poteva avere una comprensione o intuizione di ciò che era veramente importante - a un livello profondo ed emotivo - per l’interlocutore.

Identificazione
Nell’esperienza della identificazione in trance profonda con l’ipnotista vediamo all’opera il pensiero simmetrico. L’identificazione con l’ipnotista è tale che l’ipnotizzato senta la voce dell’ipnotista come se provenisse dal suo interno.
Erickson nelle sue induzioni diceva: "e la mia voce ti accompagnerà, e si tramuterà in quella dei tuoi genitori, del tuo maestro, dei tuoi compagni di giochi e persino nella voce del vento e della pioggia..." Sidney Rosen spiega che questa frase permetteva a Erickson "di tenere il contatto col paziente in trance, indipendentemente dalla profondità della regressione del paziente, e contemporaneamente gli serviva da spunto per le suggestioni postipnotiche. [...] Tra queste suggestioni potevano esserci ingiunzioni e punti di vista, che allora sarebbero stati 'uditi' (spesso tramite la voce di Erickson) come la voce di un genitore introiettato o Super Io. Questa introiezione della voce di un terapeuta può comparire in qualsiasi psicoterapia, ma ha maggiori probabilità di presentarsi quando il paziente è in stato di trance ipnotica. Una possibile spiegazione di questo fenomeno è stata avanzata da Lawrence Kubie a un congresso della American Psychoanalytic Association. Kubie notò che nella trance ipnotica la distinzione tra ipnotizzatore e soggetto viene abolita. Il soggetto sente la voce dell'ipnotizzatore come se provenisse dalla propria testa, come se fosse la propria voce interna. Questo era vero nel caso di Erickson. La sua voce diveniva la vostra voce, e la sua voce vi accompagnava, dovunque foste." (Milton H. Erickson, La mia voce ti accompagnerà, Astrolabio, Roma 1983, p. 22)

Percepire l’altro come se stesso e se stesso come altro implica una relazione di tipo simmetrico.

Tra l’altro questa capacità consente all’uomo di conoscere emozionalmente l’altro e di amare:

"Il principio di simmetria, in sostanza, mette se stessi di fronte a se stessi, in virtù appunto della sua proprietà simmetrica, dà luogo a una sfera in cui si vive contemporaneamente come altro e come se stesso" (Gabriele Pulli, "Il problema del principio di simmetria" in AA.VV.,L'inconscio antinomico, a cura di Pietro Bria e Fiorangela Oneroso, Franco Angeli,1999 Milano, p. 174)

Ciò accade anche nella vita quotidiana, pensiamo per esempio al meccanismo dell’identificazione proiettiva.

Nella lettura di un romanzo o nella visione di un film è consentito essere e non essere il personaggio prescelto e così accade nel sogno perché il sogno come l’opera d’arte sono tutte manifestazioni del pensiero simmetrico.

Pensiamo anche al fenomeno della dissociazione: essere contemporaneamente all’interno e all’esterno di se stesso, guardarsi mentre si va in trance.Oppure l’allucinazione: ciò che interno sta anche all’esterno ma quell’esterno che viene trattato come tale ha il valore di qualcosa di interno perché è manipolabile con la sola volontà della mente.Sono tutti fenomeni che segnalano che il principio di simmetria è prevalente al principio di asimmetria.

Approccio naturalistico
L’azione terapeutica di Erickson è sempre ben consapevole della coesistenza di asimmetria e simmetria in ogni momento della giornata (struttura bi-logica e stratificata della mente) tanto che Erickson parla di "trance spontanee" durante la cosiddetta vita di veglia.Possiamo considerare che sono le relative proporzioni di simmetria e asimmetria che caratterizzano uno stato come conscio o inconscio.I livelli descritti da Matte Blanco sono 5 ma si possono considerare virtualmente infiniti. Ciò che è interessante in questo modello è il passaggio graduale dall’asimmetria più rigida alla simmetria assoluta. A seconda delle proporzioni fra queste due logiche il funzionamento psichico e la percezione della realtà cambiano.In particolare all’aumento dell’emozione e della profondità della trance corrisponde un aumento nella modalità simmetrica di funzionamento e si verificano isomorfismi fra esperienze e realtà diverse come conseguenza della violazione di livelli logici.

Conclusione
Il linguaggio, come la mente sono retti dalla interazione tra pensiero simmetrico e asimmetrico (la bi-logica).

Senza un certo grado di simmetria non potremmo neanche capirci:
Così è possibile che le parole evochino immagini, suoni, emozioni e in genere processi ideodinamici.

La comunicazione non-verbale, le metafore, le implicazioni, i presupposti e i postulati di conversazione sono tutti esempi di comunicazione bi-logica. La ricerca trasderivazionale che attivano conducono l’interlocutore a leggere tra le righe per interpretare il messaggio.Secondo Francisco Matte Bon (figlio di Matte Blanco) in ogni atto enunciativo vi è una presunzione di simmetrizzazione e generalizzazione riassumibile in due massime di funzionamento:"a) ogni volta che parlo di A sto parlando di A ma anche di tutto il resto (cioè della classe alla quale appartiene A)b) se dico X sto dicendo X ma anche il contrario di X" (Francisco Matte Bon, "Lingua, analisi della lingua e bi-logica" in AA.VV.,L'inconscio antinomico, a cura di Pietro Bria e Fiorangela Oneroso, Franco Angeli,1999 Milano, p. 119)Quest’ultimo è il caso dell’uso della negazione nell’ipnosi Ericksoniana con frasi del tipo: Non andare ora in trance.Anche la riassociazione di risorse e di processi creativi sono il risultato di una collaborazione fra pensiero asimmetrico e pensiero simmetrico. In genere l’operare di Erickson presenta dapprima una simmetrizzazione di una rete di relazioni asimmetriche (catena di ancore positive) che si conclude con un successivo ri-dispiegamento e contestualizzazione asimmetrica (ristrutturazione).Lo scopo della sua terapia è sempre stato quello di creare associazioni fra risorse, eventi e pensieri - in virtù del principio di simmetria - come se fossero membri della stessa classe e quindi interscambiabili.In definitiva si può dire che il linguaggio Ericksoniano proprio per la sua struttura bi-logica è capace di presentare qualcosa di apparentemente logico e circoscritto al contempo insinuando in questo qualcosa molte o tutte le classi a cui l’oggetto o la situazione appartiene. E’ quella conclusiva brevità della bi-logica che consente di dire con poche parole moltissime cose così da aprire un canale privilegiato di comunicazione con l’inconscio come insiemi infiniti.Si tratta di una cura mediante l’atto creativo dell’uomo.

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